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Monterosi - Sei persone a giudizio per lesioni aggravate e tentato omicidio

Fratelli presi a martellate in un cantiere

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo 

Hanno aspettato che staccassero dal lavoro per raggiungerli nello spogliatoio. In otto, li hanno accerchiati, picchiati e presi a martellate. 

Una trappola che poteva essere mortale per due fratelli operai, aggrediti in un cantiere a Monterosi. Di quel presunto agguato, teso il 5 dicembre 2007 al cantiere, devono rispondere in sei, tutti cittadini romeni tra i 32 e i 45 anni, che lavoravano con i due fratelli.

Il gruppo è accusato di lesioni aggravate e tentato omicidio. L’aggressione sarebbe avvenuta intorno alle 16. Poche ore prima, tra i due fratelli e gli altri c’era stata una lite per motivi di lavoro.

Secondo l’accusa, sarebbe questo il movente che avrebbe scatenato una specie di spedizione punitiva premeditata. I due fratelli vengono raggiunti nello spogliatoio quando sono soli e, quindi, più indifesi. Gli aggressori sono almeno in otto, ma non tutti vengono identificati. 

Volano calci, schiaffi, pugni. Poi si passa agli arnesi da lavoro: uno dei due viene atterrato con una livella, per poi ricevere una raffica di martellate sulla schiena e sulle gambe. Se la cava con una ferita lacero contusa alla testa, qualche frattura e trenta giorni di prognosi.

L’altro è più grave. Le martellate le prende tutte sulla testa. Solo l’intervento di un altro operaio placa gli animi e gli salva la vita. L’uomo arriva in ospedale in condizioni disperate e con un grave trauma cranico. La prognosi resta riservata per giorni, poi i medici la sciolgono: è fuori pericolo.

Il processo è iniziato pochi giorni fa davanti ai giudici del tribunale di Viterbo. Un’udienza-lampo, servita solo per ammettere le prove e incardinare il procedimento. Di alcuni imputati si sono perse le tracce, mentre i due fratelli hanno deciso di non costituirsi parte civile. 

A settembre saranno ascoltati i primi testimoni dell’accusa.

 


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19 aprile, 2013

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