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Elezioni comunali 2013 - Leonardo Michelini tenta di fare un'analisi del voto all'indomani delle primarie del centrosinistra e spara su Udc e Marini

“Gigli domenica ha fatto una comparsata e niente più…”

di Paola Pierdomenico
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Il candidato del centrosinistra Leonardo Michelini

Il candidato del centrosinistra Leonardo Michelini

Il candidato del centrosinistra Leonardo Michelini
Il candidato del centrosinistra Leonardo Michelini

– “Ha votato gente inaspettata e disinteressata alla politica”. “Marini manca di incisività e protagonismo nelle sedi istituzionali”. “La partecipazione alle primarie è anche merito mio”.

All’indomani delle primarie che lo hanno scelto come candidato sindaco del centrosinistra, Leonardo Michelini fa un’analisi del voto che definisce sorprendente per la grande partecipazione e per il fatto di aver coinvolto gente che con la politica ha poco a che fare. Persone normali che, per l’ex presidente di Coldiretti, sono andate ai seggi spontaneamente.

Michelini ha già incontrato i candidati Francesco Serra e Raffaella Valeri usciti sconfitti dalla competizione. Entrambi, come lui stesso conferma, si sono impegnati a sostenerlo. Da oggi, per il vincitore delle primarie, inizia un nuovo percorso che punta a mandare a casa l’attuale amministrazione e il suo sindaco Giulio Marini che Michelini accusa di scarsa incisività.

“E’ stato un voto sorprendente – esordisce Michelini – almeno per quanto riguarda la presenza visto che 4600 persone sono tante e sono una novità rispetto alle precedenti primarie per la scelta della premiership. Un risultato che è dipeso non solo dal lavoro dei partiti e dei movimenti, ma soprattutto dalla gente. Secondo me, un buon 25 per cento di pubblico che non fa riferimento agli schieramenti politici, ha partecipato spontaneamente. Non ho la prova, ma credo sia stato così”.

Per Michelini ha inciso l’apertura delle primarie al suo movimento civico. “Un piccolo merito in questo me lo prendo anche io, perché quando ho fondato Oltre le mura e ho preso parte alle primarie, nonostante qualche mal di pancia, pensavo proprio di coinvolgere più gente possibile in questo percorso”.

Michelini ha ottenuto 2274 voti (50,1%) contro i 1759 (38,7%) di Serra e i 507 (11,2%) di Raffaella Valeri. “Mi aspettavo abbastanza questo risultato, perché mi sono mosso. Ho molti amici in città e nella Coldiretti, mi hanno aiutato poi esponenti del Pd e, in generale, ho sempre trovato una risposta positiva nel chiedere sostegno”.

Positivo anche il risultato dell’altro candidato Serra. “Serra ha ottenuto un bel successo a San Martino che ha premiato l’impegno politico di una persona attaccata al suo territorio. Onestamente, non prevedevo una percentuale così alta e credo sia una soddisfazione per lo stesso consigliere. Quello di Serra a San Martino è un successo personale”. Buono, per Michelini, anche il 38 per cento globale. “E’ un risultato che fa onore a lui e alle primarie. Consideriamo anche che su Viterbo, escluso San Martino, la mia percentuale è abbastanza superiore“.

Michelini ha già incontrato i due candidati usciti sconfitti. “Ci siamo visti e pare ci sia l’impegno da parte di chi non ha vinto a sostenermi”. Scongiurata, quindi, la possibilità di una lista autonoma guidata da Serra. “Escludo questa ipotesi di cui lui non mi ha parlato”.

Individuato il candidato, per Michelini, si deve andare oltre e ragionare sulla coalizione. “Partiti e movimenti discuteranno le condizioni per definire la coalizione che mi auguro sia il più possibile omogenea. Nella mia lista comunque non ci saranno esponenti della precedente amministrazione”. Diverso il discorso per quelle d’appoggio. “Se ci sono candidati, non più del Pdl a cui io sono alternativo, che fanno una loro lista, tutto sommato, non mi dispiace. Poi se saranno liste di appoggio, lo vedremo. Al momento comunque non ce ne stanno”. Poco chiara anche la posizione di Zucchi che, a detta di Michelini, si era espresso a sostegno della sua candidatura. “Zucchi aveva dato il suo appoggio, ma la cosa poi è rimasta in sospeso. Non so quindi se sta preparando una lista”. Per adesso, solo a parole il sostegno di Gigli. “Gigli domenica ha fatto una comparsata e niente più, di persone che gli fanno riferimento non ne ho viste”.

Michelini ha fissato comunque dei limiti. “L’amministrazione che sto proponendo deve essere alternativa a quella attuale, quindi i partiti che sono in appoggio a Marini non rientrano nel mio progetto”.

Apertura anche all’Udc purché si chiariscano le idee. “Esiste l’Udc? Non mi pare, comunque se loro sono alternativi al centrodestra per me non ci sono problemi a dialogare. Al momento ho visto molto frazionamento: Treta da una parte e Tofani dall’altra insieme a Taborri. Sono venuti a votare e mi auguro di poter recuperare questa adesione. Del resto, ho fatto una lista per intercettare un elettorato moderato di centrosinistra e anche quello deluso del centrodestra”.

Il sostegno di Sel alla sua candidatura, per Michelini, non sarà un problema. “Le comunali sono elezioni che vanno al di là di queste logiche di partito ed ecco perché nascono anche le  liste civiche. Ci possono essere componenti dell’elettorato moderato che possono stare con Sel o meglio con chi rappresenta questo partito al comune di Viterbo. Non si parla per forza di Vendola”.

In fase di definizione il programma. “Il programma deve essere molto concreto. Dobbiamo partire e risolvere quelle che sono state le criticità della passata amministrazione, prima di tutti l’arsenico. Un problema che riguarda tutti e che, secondo me, penalizza la città che si caratterizza di fatto per la presenza di acqua inquinata. L’immagine che passa è molto negativa. Tra i punti principali anche il centro storico e l’housing sociale. La mia candidatura vuole rappresentare gli interessi non solo di Viterbo, ma di un intero territorio ovvero la Tuscia. Dobbiamo ritrovare la capacità di incidere sulla Regione, perché Viterbo, ha delle unicità che deve valorizzare. Io ci metto la faccia”.

Per il neo candidato, colpevole di questo ruolo marginale della città è il sindaco Marini. “Molte problematiche sono state portate avanti in maniera superficiale. Il sindaco non ha avuto un ruolo incisivo con le istituzioni e spesso Viterbo ha subito le decisioni che vengono da un governo regionale o nazionale. Questo non deve accadere perché chi rappresenta il territorio si deve confrontare con soggetti politici e creare così la sua forza. L’incisività di un sindaco non si può limitare alla città”.

Ora, comunque, l’obiettivo sono le comunali. “Finita la battaglia delle primarie, inizia un nuovo percorso e cioè quello di acquistare la dignità di coalizione. A breve ci saranno gli incontri per definire tutto e anche abbastanza in fretta, visto che mancano poche settimane alla consegna delle liste. Inizieremo incontri con persone, associazioni e il mondo civile per ricevere indicazioni su programma”.

L’importante per Michelini è rompere con il passato. “Sto preparando la lista e il mio progetto è alternativo all’attuale amministrazione. Non parlo con pezzi dell’attuale maggioranza. E’ il mio unico limite – conclude -. Per il resto sono disposto ad aprire a chiunque si senta alternativo a chi ora è alla guida di Palazzo dei Priori. Naturalmente non voglio condizionamenti, altrimenti vado avanti da solo”.

Paola Pierdomenico


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9 aprile, 2013

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