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Viterbo - Marito a giudizio per maltrattamenti, lesioni, minacce, ingiurie e resistenza - Della coppia si è persa ogni traccia

Minaccia di accoltellare la moglie

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Minaccia di accoltellare la moglie, a giudizio.

Si era inventato di essere stato pestato da malviventi ignoti che gli erano piombati in casa. In realtà l’aggressore sarebbe stato lui: G.V., 38enne romeno, si sarebbe accanito sulla moglie picchiandola, graffiandola e minacciandola con un coltello.

I fatti risalgono al 2009, ma il processo è ancora in corso. L’ultima udienza si è svolta ieri, davanti al giudice Eugenio Turco.

I carabinieri di Bagnaia intervennero dopo la segnalazione di un imprenditore agricolo: il suo fattore gli aveva telefonato dicendogli di aver discusso con la moglie e di essere stato picchiato da un gruppo di persone a lui sconosciute, entrate in casa sua.

“Quando siamo arrivati – racconta un militare in servizio a Bagnaia – abbiamo trovato l’uomo ubriaco e la moglie che giaceva in un angolo. Era impaurita e tramortita, sembrava quasi che dormisse. Gli armadi erano rotti e c’era sangue sul letto. Lei aveva segni di percosse e graffi sul collo. Diceva che a ridurla così era stato il marito, che l’aveva aggredita anche con un coltello”. L’arma, trovata dai militari con la lama spezzata, è stata sequestrata.

Lui era completamente fuori di sé. Si dimenava, prendeva a testate il muro e il pavimento. Ai carabinieri che cercavano di bloccarlo, ha sferrato calci e pugni. Ma alla fine è stato calmato, portato in caserma e arrestato. Di lui e della moglie non c’è più traccia da tre anni. L’uomo, ora, deve rispondere davanti ai giudici di maltrattamenti in famiglia, minacce, ingiurie, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

Il giudice Eugenio Turco ha disposto ulteriori ricerche della donna. Il processo continua a giugno.


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5 aprile, 2013

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