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Furto di metadone nell'infermeria del carcere - La testimonianza di un agente scagiona il detenuto

“L’ho perquisito e non aveva nulla”

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Il carcere di Viterbo a Mammagialla

Il carcere di Viterbo, Mammagialla

“L’ho perquisito, ma addosso non aveva nulla”.

A dichiararlo, è un agente penitenziario testimone al processo a un detenuto. L’uomo è accusato di aver rubato metadone dall’infermeria del carcere Mammagialla e di aver spacciato eroina nel penitenziario.

I fatti risalgono a un periodo a cavallo tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009. Dall’infermeria del carcere sparirono tre fiale di metadone, siringhe, un bisturi con dodici lame, pasticche psicotrope e un cucchiaino in metallo.

Del furto fu accusato il detenuto, che faceva le pulizie nell’infermeria e assisteva il personale medico. Ma la testimonianza di ieri, del poliziotto penitenziario, sembrerebbe scagionarlo. “L’ho accompagnato in infermeria e riportato in cella – ha affermato il secondino -. Se avesse preso qualcosa me ne sarei accorto durante la perquisizione. Ma non mi è parso avesse niente di strano”.

Il giudice Rita Cialoni non ha accolto la richiesta di perizia sulla quantità di metadone avanzata dall’avvocato Carlo Mezzetti. Il processo continua a ottobre, quando accusa e difesa tireranno le somme e avanzeranno le loro richieste.


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10 maggio, 2013

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