(g.f) – Da qui non si passa. Il braccio di ferro fra Gabriela Grassini, presidente Ater e il direttore Ugo Gigli continua (fotogallery).
Ieri, alla comunicazione da parte di Gigli a Gabriela Grassini che erano decaduti tutti termini e quindi non era più presidente dell’ente, ha risposto chiamando i carabinieri e andando in Procura, sostenendo che fino a quando non arriva il commissario lei comunque deve rimanere al suo posto.
Ma su questo fronte, il direttore Gigli, come legale rappresentante e forte dei pareri ottenuti, non ha fatto marcia indietro. Il suo punto di vista diverge e non di poco da quello della presidente o ex presidente, dipende dai punti di vita.
Gigli non sembra intenzionato a tornare sui suoi passi, fosse anche per un giorno, visto che nel giro di poche ore sarà nominato il commissario, Pierluigi Bianchi.
La presidente ha già fatto sapere che sarebbe comunque tornata nel suo ufficio, ma all’Ater hanno già cambiato la chiave della sbarra per accedere al parcheggio privato, così come quella del suo ufficio.
All’ingresso troverà una scatola con tutti i suoi oggetti personali da ritirare firmando una ricevuta, ma a quanto pare è stata predisposta pure una diffida.
Quindi Gabriela Grassini può entrare all’Ater come una qualsiasi altra persona. Già ieri, come ricordato dalla stessa Grassini, erano stati disattivati il telefono dell’ufficio e il fax.
Pare che ieri il direttore abbia ricevuto anche una telefonata in cui gli sarebbe stato chiesto di lasciare correre, visto che domani ci sarà la nomina del commissario, che metterà fine a ogni discussione. Gigli ha fatto tesoro del consiglio e infatti è corso subito a cambiare le serrature.
E come da programma Gabriela Grassini è arrivata all’Ater, ma ha trovato la strada sbarrata, quindi è tornata in Procura per fare un altro esposto.
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