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Viterbo - Tribunale - Ascoltata la donna che ha denunciato il marito per minacce, ingiurie e mancata osservanza degli obblighi di assistenza familiare

“Mi ha strattonata e insultata a un mese dal parto poi è sparito”

di Francesca Buzzi

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

– “Ero incinta di otto mesi. Durante un litigio mi ha preso per un braccio e mi ha strattonata contro la porta. Poi mi ha ricoperto di insulti ed è uscito. Da quella volta l’ho rivisto solo dopo che è nato il bambino”.

E’ lo sfogo di una donna di Viterbo, di professione avvocato, vittima, secondo le accuse, di ingiurie e minacce da parte dell’ex marito imputato anche di non aver osservato gli obblighi di assistenza familiare nei suoi confronti e in quelli del loro figlio.

I fatti salienti risalgono all’ottobre del 2010, quando la donna era all’ottavo mese di gestazione. Una gravidanza per giunta molto difficile per un problema di distacco della placenta che si era presentato già dalle primissime settimane, con nausee fortissime e costante bisogno di assistenza.

“Avevo tanta necessità di aiuto e lui non c’era mai – racconta la signora al giudice Turco -. Diceva che doveva lavorare fuori e spesso non tornava neanche a casa a dormire. Io però non potevo stare troppo tempo da sola e quindi dormivano da me le mie amiche a turno. Intanto avevo anche scoperto che aveva una relazione extraconiugale e lui stesso me lo aveva confermato. Speravo che con calma avremmo preso accordi per la separazione e invece lui era sempre nervoso e io stavo male”.

Un clima teso e invivibile che è esploso in due episodi molto ravvicinati, il 3 e il 5 ottobre del 2010. “Il 3 ottobre era il suo compleanno – continua la donna – e lui era di nuovo rientrato tardi a casa. Con me a casa c’era la mia migliore amica e appena è entrato mi sono permessa di fargli notare che anche quel giorno mi aveva lasciata sola. E’ andato subito su tutte le furie. Mi ha detto che mi avrebbe fatto vivere sotto i ponti e che non sarei stata una buona madre quindi mi avrebbe tolto il figlio che stava per nascere”.

Due giorni dopo il litigio più grave. “Il 5 ottobre, sempre di sera, torna a casa e mi chiede di fargli delle fatture per alcuni mobili che mi aveva regalato per il mio studio legale – ricorda la donna -. Io gli ho risposto che non sapevo come fare e che comunque non ce n’era bisogno. Anche in questo caso si è arrabbiato d’improvviso e mi ha preso per un braccio. mi ha strattonato e mi ha fatto sbattere la schiena. Mi sono spaventata tantissimo perché ero incinta di otto mesi e temevo il peggio. Lui, invece, è uscito di casa dicendo di andare a prendere un caffè. Allora ho chiamato i carabinieri, la mia amica e mio fratello”.

I militari appena arrivati hanno subito chiamato il 118 e la signora è stata ricoverata con delle forti contrazioni. Intanto anche il marito era tornato a casa, ma i carabinieri hanno preferito farlo aspettare sul pianerottolo senza entrare in casa finché la donna non è partita con l’ambulanza verso l’ospedale.

“Da quel giorno è sparito – prosegue -. Io sono stata quattro giorni in ospedale, poi sono uscita e a casa mi hanno assistito fino al 20 le mie amiche a turno. Infine mi sono trasferita da mia madre fino al parto. In tutto questo tempo lui in casa non c’è mai venuto. Sicuramente è passato perché ho visto che mancavano delle cose e comunque aveva le chiavi. Ma con me non si è fatto vivo. Ha solo lasciato un biglietto con scritto: no comment”.

Dal 5 ottobre, quindi, la signora rivede il marito il 12 novembre, poco dopo aver dato alla luce il bimbo. “E’ venuto per vedere suo figlio – conclude – ma con me non si è comportato bene nemmeno in quella situazione. Mi ha detto che non mi avrebbe dato nemmeno un euro e così è stato fino ad aprile del 2011 quando la sentenza di separazione lo ha obbligato a versare un mantenimento. Tutte le spese per i primi mesi di vita del bambino sono state a mio carico fino a quel momento”.

Il giudice Eugenio Turco ha rinviato l’udienza al 5 dicembre per l’ascolto di altri testimoni.

Francesca Buzzi

27 giugno, 2013

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