– La sentenza è arrivata ieri, dopo dieci anni di processo.
Il giudice di Viterbo Italo Ernesto Centaro ha assolto dall’accusa di falso i tre imputati per la truffa milionaria alla Bcc di Capranica e Bassano Romano. Sono il promotore finanziario Franco Maria Mattioli, il presidente della Bcc Paolo Minardi e l’ex sindaco di Capranica Nazzareno Liberati, consigliere d’amministrazione della Bcc.
Dall’accusa più grave di truffa, Minardi e Liberati sono stati assolti rispettivamente perché il fatto non costituisce reato e per non aver commesso il fatto. Dichiarata la prescrizione per Mattioli.
Fu quest’ultimo a proporre agli amministratori della Bcc l’operazione finanziaria finita al centro del processo. Un'”operazione da 40 milioni di euro”, ha sottolineato in aula il suo avvocato Riccardo Micci, partita da un incauto ed erroneo acquisto di azioni. La Bcc doveva comprarne cinque. Ne comprò 5mila. Scopo dell’operazione di Mattioli, che consisteva nel trasferimento di liquidità e strumenti finanziari alla banca svizzera Cial, era evitare che nel bilancio 2001 risultassero le perdite derivate da quell’acquisto e dalla conseguente svalutazione dei titoli.
La Bcc aprì un primo conto corrente alla filiale della banca Cial di Lugano. Per l’accusa, l’operazione era stata “falsamente rappresentata come autosufficiente al fine di ottenere il riacquisto dei titoli da parte della banca Cial al prezzo storico”. Ma “Il salvataggio della Bcc era tutt’altro che gratis”, ha affermato in aula il pm Stefano D’Arma. A una prima fase dell’operazione, seguì la cosiddetta “fase occulta”: l’apertura di un secondo conto corrente intestato alla Bcc, con un pegno su tutti i titoli della banca come garanzia.
La Bcc, in pratica, vincolava i suoi capitali fino al 2029. L’effetto di una successiva operazione di compensazione della banca svizzera fu uno scompenso di 16 milioni di euro e due commissariamenti della Bcc.
Dai fatti sono passati dodici anni. Da qui, l’impossibilità per l’accusa di chiedere la condanna degli imputati, ma al massimo la dichiarazione della prescrizione. Per il pm D’Arma, l’unico meritevole di assoluzione era Liberati, difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati. Sia Mattioli che Minardi, secondo la pubblica accusa avrebbero prelevato somme a molti zeri dal conto corrente occulto di Locarno: 400mila euro Minardi e più di tre milioni di euro Mattioli. Il presidente, nella sua lunga dichiarazione spontanea e tramite il suo avvocato Bernardo, ha parlato di “un prestito di appena 20mila euro”. Quanto a Mattioli, la difesa le ha definite “provvigioni meritate a fronte di un’operazione milionaria di salvataggio della Bcc”.
La banca, costituita parte civile tramite l’avvocato Alessandro Ortenzi, ha chiesto 36 milioni di euro tra danno diretto e danno di immagine. Potrà rivalersi in sede civile solo nei confronti di Mattioli, l’unico a non aver ottenuto un’assoluzione piena.
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