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Viterbo - Consiglio comunale E' scontro nella maggioranza - Presidente e sindaco tentano di difendersi

Incompatibilità, durissimo attacco di Serra e Quintarelli a Michelini e Rossi

di Giuseppe Ferlicca

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La seduta del consiglio comunale

La seduta del consiglio comunale

– L’incompatibilità per Francesco Serra non c’è. Il caso sollevato nei giorni scorsi arriva in consiglio comunale. Ed è scontro col sindaco.

A chiedere lumi è il capogruppo Pdl Claudio Ubertini, perché eventuali incompatibilità potrebbero creare poi problemi.

“Se dovessero essere confermate – spiega Ubertini – creerebbero problemi nella costituzione delle commissioni e sui consigli comunali, in caso d’eventuali impugnative.

Il segretario generale facente funzioni ha chiesto un parere al ministero lo scorso cinque luglio. “Io sarei fra i consiglieri sotto giudizio – dice Serra – non sono un avvocato e il decreto ho cercato di capirlo, facendomi aiutare da un legale. E’ stato emesso il 4 maggio e non ci sono state obiezioni prima, durante o dopo le elezioni.

Il segretario generale Cramarossa per l’insediamento ha sollevato osservazioni. Anche se l’assessore Ricci mi ha detto che ne era a conoscenza. Poteva farlo subito o prima della convalida. Si parla d’incarichi dirigenziali interni ed esterni, ma cosa s’intende per questo? Funzioni dirigenziali che comportano competenze amministrazione e gestione, come recita l’articolo 1.

Io faccio il medico e lavoro in corsia e in sala operatoria, non ho competenze di gestione e amministrazione ospedaliera. Non ci sono determine o delibere firmate da me, al massimo posso chiedere farmaci alla farmacia. Non partecipo ad assemblee, lavoro solo a Belcolle. Questa cosa per quanto mi riguarda non era nemmeno da chiedere.

La funzione dirigenziale mi è stata assegnata perché assunto a Belcolle dopo quattro anni di precariato. Da allora il mio incarico è rimasto questo, dirigente medico di primo livello. Non ho rapporti con gestione e amministrazione. Questa storia è stata montata ed è bene che vada smontata al più presto”.

C’è stata una lettera inviata al comune in cui si chiedono verifiche su eventuali incompatibilità. “Il presidente del consiglio – continua Serra – mi dovrebbe comunicare certe cose. Vorrei capire da chi è partita questa “interrogazione”. Poteva anche informarsi ed evitare questo dito nell’occhio ennesimo da parte dell’amministrazione comunale ne miei riguardi. Non vorrei che questo attivismo nei miei confronti e di Quintarelli e in cui è caduta anche Frittelli, sia solo il risultato della mia attività politica, forse perché ho rifiutato la carica da assessore.

Ho detto no da subito, dato il mio risultato elettorale si trattava di avere deleghe o altro, per avere un riconoscimento. Non una delega data giusto per darla e dire: partecipa”. Quindi un appello: “Chiedo al segretario generale di valutare bene la risposta del ministero dell’Interno, che non potrà che essere vaga.

Al sindaco di tentare di evitare ulteriori situazioni che possono mettere in difficoltà un rapporto. Mi sembra che con me qualche problema ce l’ha. E questo è un ulteriore dito nell’occhio senza riguardi nei miei confronti. Al presidente del consiglio ricordo che lui è responsabile di tutte le attività, è lui che deve comunicare, non deleghi funzioni che gli sono state assegnate da quest’aula”.

Il presidente Filippo Rossi replica, dopo un minuto di silenzio in ricordo di Oreste Massolo, come chiesto da Serra. “La richiesta di un parere è una richiesta di un parere e null’altro – spiega Rossi – tanto che io sostengo che questo consiglio sia completamente operativo. Il parere non mette nulla in discussione. Tutto il resto sta fuori da quest’aula”.

Sulla linea di Serra c’è anche Quintarelli, per il quale dietro c’è solo una manovra politica: “Caro sindaco e caro presidente non vi smentite mai – dice Quintarelli – con acutezza avete provveduto a fare un quesito al ministero e senza nemmeno ascoltare i diretti interessati.

Almeno potevate sentirci. Parlare con noi tre, conoscere i nostri compiti all’interno dell’azienda.

Ancora una volta il rispetto per noi è stato calpestato e dimenticato. Io sono un dirigente amministrativo, ma non faccio delibere, sono solo a supporto. Il parere come lo avete chiesto ha mille possibili interpretazioni, poteva essere chiesto un chiarimento più dettagliato e specifico ed era compito di sindaco e presidente del consiglio e non è stato fatto volutamente”.

E Serra rincara: “Caro presidente – dice ancora il capogruppo Pd – lei con i suoi atti determina conseguenze. Ha la responsabilità di tre consiglieri che rappresentano duemila voti.

Se dovessi essere costretto a dimettermi da consigliere, una volta ricevuta la lettera dalla mia azienda e poi il parere chiesto spiegasse che non ero affatto costretto a farlo, lei avrebbe una gravissima responsabilità”.

Buzzi (FdI) è perplesso, soprattutto sull’aspetto politico che investe anche il sindaco Michelini: “A lei– si rivolge a Michelini – e al presidente spetta far rispettare i regolamenti del consiglio, non interpretare. Tocca al sindaco far rispettare le regole. Il problema è politico e spetta alla maggioranza risolvere. Non avendo sollevato il problema all’inizio, potremmo trovarci di fronte a consiglieri che potrebbero avere problemi.

Su questo invito il presidente a essere cauto”. Da quaranta minuti gli uomini della maggioranza discutono tra loro. Lo fa notare Santucci (FondAzione). “Perché l’incompatibilità non è stata sollevata al primo consiglio? – si chiede Santucci – Come mai viene chiesta adesso? Poi mi domando: come mai non avete chiesto le stesse cose per me o il consigliere Marini? Siamo dipendenti pubblici. Che ne sapete che non siamo dirigenti pubblici pure noi? Perché lo avete chiesto al ministero e non al Civit, organo preposto? Non ho capito su che basi lo avete chiesto. Io adesso sollevo il dubbio su di me, mettetelo a verbale. Siamo sette consiglieri dipendenti pubblici, il presidente faccia l’istruttoria.

Il problema politico è evidente se i consiglieri di maggioranza hanno il dubbio che sia stato fatto apposta, il problema c’è. Se si temono le faide, un bel clima non c’è. E’ passato un mese e non abbiamo fatto ancora niente, un mese e nemmeno la giunta avete completato. E’ ora che vi svegliate. Siamo ancora al preambolo del preambolo, non siamo riusciti a fare niente.

Fate dichiarazioni d’affidamento sul controllo del bilancio, ma la delibera nemmeno c’è. Vorrei fare interrogazioni, ad esempio sul parcheggio interrato. Diteci quando si faranno”.

Giuseppe Ferlicca 


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8 luglio, 2013

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