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Viterbo - Comune - Maggioranza a pezzi - Il segretario provinciale del Pd, Egidi, incontra il sindaco per tentare di trovare una via di uscita dalla crisi

“Serra, Quintarelli e Frittelli non sono incompatibili e li difenderò”

di Miyamoto Musashi

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Andrea Egidi, segretario provinciale Pd

Andrea Egidi, segretario provinciale Pd

– Una vera e propria resa dei conti fra fioroniani e il resto del Pd. Il caso delle presunte incompatibilità rischia di squassare il Pd viterbese più di quanto non lo sia sempre stato. E questo nonostante l’impegno del suo segretario provinciale, Andrea Egidi, che in questi giorni sta tentando non solo di gettare acqua sul fuoco, ma di far ragionare i contendenti per non buttare a mare quella che lui ritiene una storica vittoria politica de centrisinitra: la conquista del comune capoluogo, da sempre roccaforte prima della Dc e poi del centrodestra.

Come valuta la situazione esplosiva che è emersa l’altro giorno in consiglio comunale con tanto di scontro rusticano? Con il capogruppo del Pd costretto a difendersi da attacchi a dir poco irrituali e strambi.
“Non nascondo un fortissimo senso di tristezza – afferma Egidi -. Nel senso che quella dell’altro giorno è una della vicende, la terza nel giro di pochi giorni, che si sta consumando dentro la maggioranza. Sono 29 giorni che si è insediata la giunta Michelini e non stiamo offrendo il massimo dal punto di vista politico. Non è un bello spettacolo. Questo denota che non tutti hanno chiaro che, di fronte a una vittoria storica, oggi il tema è dedicarsi alla cose da fare per la città. Eppure molti assessori mi sembra che stiano lavorando bene. Penso, quindi che vada ritrovato il bandolo della matassa che rischia di creare ulteriori complicazioni all’amministrazione. E credo che ognuno per quello che può deve usare il buon senso per rimettere in sesto le cose. Per rimettere sui binari giusti un rapporto politico che non può essere quello attuale tra il sindaco e il capogruppo del maggior partito in consiglio comunale”.

Ha fatto qualche passaggio politico concreto per tentare di spegnere l’incendio e rimettere in sesto il rapporto tra sindaco e capogruppo del Pd?
“Ieri ho fatto un incontro con Michelini e ho posto questa questione qua. E ovviamente, come sempre, mi metto a disposizione per dare una mano e provare a risolvere nel migliore dei modi anche questo passaggio. Oggi incontrerò Serra e gli porrò lo stesso tema. E’ impensabile che si possa continuare ad avere un rapporto di questo tipo tra due delle figure più importanti dell’amministrazione”.

Non pensa che tutto questo non sia altro che una faida interna al Pd?
“Credo che stiamo rischiando di trasferire le tensioni del Pd, per certi versi legittime, all’interno dell’amministrazione. Sarebbe un errore fare una cosa di questo tipo perché ne va del destino della città di Viterbo. Sarebbe un errore se il sindaco Michelini non comprendesse fino in fondo questo rischio. Non è che il dibattito, le tensioni, le difficoltà, la dialettica di un partito si possono scaricare su un’amministrazione che è nata da poco e che tutti hanno definito come l’esperienza che storicamente può cambiare il volto della città di Viterbo, dopo venti anni di centrodestra. Questo ho detto ieri a Michelini e dirò a Serra oggi. Poi promuoverò una riflessione e un incontro con loro per rimettere da subito in ordine le cose e dedicarsi alla città. Ieri per la terza volta è venuto a Viterbo il presidente della giunta regionale Zingaretti e il dibattito della città lo ha accolto con una polemica di cui nessuno sentiva il bisogno. Chi ha sperato in un cambiamento non dimentica certi fatti. Poi non lamentiamoci se qualcuno dice che siamo tutti uguali. Noi questo non ce lo possiamo permettere”.

Non ha la sensazione che qualcuno stia tentando di fare terra bruciata dentro al Pd?
“A me sembra che in realtà non si è mai raggiunto un punto di equilibrio politico rispetto all’impostazione complessiva e il lavoro sulle cose. C’è stato il problema iniziale della rinuncia di Serra all’assessorato. E questo è stato un errore politico di valutazione. Perché su di lui si era generata una aspettativa che andava al di là della componente che lui rappresenta. Serra ha impostato male la questione. Lui ha fatto il capolista del Pd e in questo modo il Pd ha fatto propri alcuni aspetti della richiesta di rinnovamento della sua area. Poi abbiamo superato il problema del presidente del consiglio, dopo un chiarimento col sindaco…”.

Ma che cosa c’entra il sindaco col presidente del consiglio? A lei risulta che sia il sindaco a dover siglare un accordo sulla presidenza del consiglio?
“Questi sono i fatti che si sono verificati. Ma anche in questo caso abbiamo risolto con una mediazione politica. Quello che mi ha sconvolto è il non aver fino in fondo compreso, prima che esplodesse la vicenda dell’altro ieri, che forse era il caso di mettersi seduti intorno a un tavolo con i presunti incompatibili. E deve essere chiaro che non sono incompatibili. Noi del Pd non avevano nella lista né abbiamo in consiglio persone incompatibili con la carica di consiglieri e amministratori. Questa è una cosa che sarà chiarita a breve. Tuttavia c’è stata la richiesta di chiarimento…”.

Fatta dalla sorella di un vostro candidato…
“Sì, fatta dalla sorella di un nostro candidato. Io avrei chiamato i diretti interessati e con loro avrei costruito l’iter per accertare la presunta incompatibilità. Che ribadisco non c’è”.

Bastava leggersi la legge per capire l’iter che prevede è proprio di interpellare in primis gli interessati?
“Io non arrivo neppure ad appellarmi alla legge. Io dico che la verifica andava fatta prima con i diretti interessati guardando le carte con degli esperti. In questo modo si sarebbe dato un segnale, che noi, a partire dal sindaco, difendiamo noi stessi e la nostra maggioranza. L’altro giorno questo messaggio non è passato”.

Perché il sindaco o meglio il presidente del consiglio non ha fatto questo passaggio?
“Lo deve chiedere a loro. Ieri al sindaco ho spiegato che bisogna creare un meccanismo anche comunicativo tra le varie istanze dell’amministrazione perché dobbiamo stare cinque anni insieme. Poi se tutto questo che è accaduto è stato architettato o meno, io non me ne occupo. Saranno i fatti a dimostrare se tutto questo è frutto di un’operazione e se c’è una regia. Ma questa è una cosa che non mi interessa. Preferisco occuparmi di dati di fatto. E i dati di fatto ci dicono che o noi troviamo un equilibrio e un rapporto corretto tra sindaco e il capogruppo e gruppo del Pd, o noi ci troveremo continuamente in situazione di questo tipo”.

Nel corso di questa burrascosa vicenda ha avuto modo di parlare con Fioroni e Sposetti, che sono personalità di rifermento del Pd?
“No. Ho avuto modo di parlare con Fioroni negli ultimi giorni di un’altra vicenda. Con Sposetti non ho avuto modo di parlare. Io sostanzialmente in questi mesi ho costruito un rapporto diretto con Michelini. Anche perché il segretario del Pd lo faccio io e non lo fanno né Fioroni e né Sposetti. Poi è evidente che in passaggi come questo bisogna ascoltare tutti a partire da loro due. Lo farò in questi giorni per capire come uscire da un cul de sac che non serve a nessuno”.

Sembra che a ore arriverà dalla Asl una lettera che dovrebbe mettere con le spalle al muro i tre consiglieri?
“Questa, l’ho spiegato anche al sindaco ieri, mi sembra una follia. Io non sono né un legale né un esperto, ma provo solo a fare un ragionamento logico. Come può l’azienda arrivare a chiedere al dipendente di risolvere l’incompatibilità, quando l’incompatibilità è stata certificata? Qui siamo di fronte a un passaggio ancora precedente. A me non risulta che la Frittelli, Serra e Quintarelli siano incompatibili. E quindi, ribadisco, che parliamo di una cosa che se viene fatta è una follia. E’ una follia che possa essere la Asl a determinare se c’è una incompatibilità dei tre consiglieri. Non mi sembra che nessuno abbia dimostrato l’incompatibilità dei consiglieri. In ogni caso deve essere chiaro che io difenderò i consiglieri comunali del Pd. Ripeto ancora una volta: non avevamo nelle liste candidati incompatibili e non abbiamo consiglieri incompatibili. Perché non siamo un gruppo di matti. Abbiamo letto il decreto”.

Non è strano che il comune abbia interpellato sulla presunta incompatibilità non un funzionario del ministero, o meglio il Civit, ma una figura politica come un sottosegretario?
“A me questa sembra un’accelerazione di cui non si sentiva il bisogno. In casi di questo tipo, in cui mi sono ritrovato in passato in provincia, ci si rivolge alla prefettura, che è l’organo territoriale del governo. E quindi non capisco neanche io la ragione per cui si sia arrivati all’autorità politica, cioè a un sottosegretario. Anche questo è il frutto di un clima tra i vari soggetti che non si è mai chiarito fino in fondo”.

Esiste l’ipotesi che i tre vostri consiglieri si dimettano?
“Non sono incompatibili e per questo non la prendo in considerazione”.

Vuole dire un’ultima cosa ai suoi?
“Mi sento di fare un appello al buonsenso. Lo faccio non solo da segretario provinciale ma da uomo che spera in un cambiamento, come tanti. Intorno a questa esperienza ci sono molte aspettative e chi ha responsabilità di primo piano rimetta in uso la testa e metta in fila tutti i passaggi per risolvere una situazione di questo tipo”.

Miyamoto Musashi


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10 luglio, 2013

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