– “Concordo con il consigliere Serra, ma finora non abbiamo vivacchiato”.
Alla “sveglia” suonata dal capogruppo del Pd, il sindaco Leonardo Michelini replica concordando con gli input lanciati, ma precisando. Non è stato perso tempo.
E dopo santa Rosa, subito l’allargamento della giunta. “Vivacchiare – osserva Michelini – in realtà vuol dire che abbiamo affrontato problemi che non sono dipesi dalla maggioranza e nemmeno da me o da Serra. Difficoltà serie.
Quelle di bilancio evidenziate dall’assessore Ciambella, Esattorie, il patto di stabilità sforato. Altro che vivacchiare. Ci siamo dovuti rimboccare le maniche e dare risposte in modo veloce.
E l’emergenza ti porta anche a lavorare in solitario. Non tutte le volte che devi prendere un provvedimento in emergenza puoi riunirti con la maggioranza.
Chiaro che d’ora in avanti il percorso cambierà”.
I primi due mesi a palazzo dei Priori non sono stati semplici. “Ci troviamo senza segretario generale. Non è roba di poco conto.
Poi dobbiamo aggiungere pure rapporti non proprio di collaborazione con i dirigenti di alcuni uffici.
Capisco che dopo diciotto anni in cui ha governato la stessa maggioranza, ci siano rapporti che si sono consolidati.
Si presenta un nuovo sindaco e una nuova maggioranza, posso capire che ci sia, non voglio dire diffidenza, ma una diversa disponibilità.
Il caso dei mancati emolumenti a sindaco e giunta non sono un caso. Se un dipendente comunale dopo due mesi non riceve i soldi, io qualcosa farei. E la mancata corresponsione alla giunta non è dipesa da noi. Qualcosa non va”.
Francesco Serra non dice no all’ottavo assessore, purché si cominci a far vedere alla città il segno del cambiamento.
“Subito dopo santa Rosa completerò la squadra, per essere del tutto operativi. Penso che la scelta debba avvenire all’interno del consiglio comunale.
Su un esterno non sono d’accordo, se abbiamo risorse dentro, dobbiamo sfruttarle.
Comunque, farò una scelta, la comunicherò al Pd e se sarà condivisa si procederà”. Il nome è quello di Martina Minchella.
Nel suo incontro con il gruppo Pd in comune, Serra ha sottolineato come il partito debba indicare la linea in modo incisivo all’amministrazione Michelini.
“Giustamente fanno parte della maggioranza, ma io mi tengo a debita distanza politicamente. Nel Pd c’è un dibattito interno fra più posizioni e poi la maggioranza è composta dal Partito democratico, ma anche da altri.
La condivisione è importante, ma una cosa la voglio dire. Non si può pensare di stare alla finestra, aspettando che giunta e sindaco risolvano i problemi, altri decidano e poi si abbia il diritto di criticare e basta, senza sentirsi coinvolti. Preciso: non mi sto riferendo a Serra”.
Magari a qualche altro democratico su posizioni critiche. Forse Quintarelli?
“Ci deve essere disponibilità al coinvolgimento e non aspettare le decisioni per poi criticare. Io l’ho già detto, voglio essere ricordato per quello che qualcosa ha fatto”.
Serra, ambiti in cui lavorare ne ha indicati molti. Da dove si parte?
“C’è Francigena con ottanta posti di lavoro da salvaguardare. Occorre un piano industriale che porti in pareggio la partecipata.
L’amministratore delegato lo sceglieremo con un bando o non so cosa preveda la norma, individuato dal sindaco sentendo la maggioranza o il consiglio comunale. Poco importa.
Conta che sia persona capace e non una scelta all’insegna della lottizzazione. Non servirebbe a niente. Questa è una delle primissime cose da predisporre ai primi di settembre”.
Non la sola. Sulle frazioni: “C’è la nomina del comitato di cinque rappresentanti per frazione, tre della maggioranza e due per l’opposizione, per mettere le realtà periferiche in primo piano.
Sulla cultura, invece, attendiamo l’approvazione del bando per i contributi”.
Le terme: “Ho in calendario un appuntamento con il responsabile regionale, dirigente al patrimonio, per concordare questo benedetto passaggio del cinquanta per cento dello stabilimento Inps al comune. In questo modo potremmo varare un bando per l’assegnazione a un soggetto esterno”.
Il centro storico: “Stiamo ragionando per gradi, una chiusura che preservi la parte medioevale prima possibile.
Abbiamo visto che tipo d’affluenza c’è in occasioni d’iniziative e non solo. L’ultima le cene dei facchini, non solo per Caffeina.
La chiusura deve partire da lì, ovviamente tenendo nel giusto conto le esigenze di chi ci vive e lavora”.
Quindi di nuovo Francigena e il trasporto locale: “Abbiamo mezzi vecchi di trent’anni che pesano duecento quintali e che trasportano due o tre persone, consumano molto e il cui peso ha rovinato diverse strade.
La mobilità cittadina va ripensata con canoni moderni.
Intendo chiamare un ingegnere esperto del settore, pensavo non di Viterbo che ripensi la viabilità interna.
Portare ancora avanti il servizio con questi mezzi è impensabile”.
Giuseppe Ferlicca
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