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Viterbo - Carabinieri - Davanti al giudice la donna accusata di aver estorto 20mila euro al pensionato che l'aveva assunta

“Mi ha offerto dei soldi perché mi maltrattava”

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

“Mi maltrattava sempre, è stato lui a volermi dare i soldi”. 

Si è difesa così la badante bulgara di 58 anni arrestata ieri mattina per estorsione.

Davanti al giudice del tribunale di Viterbo Rita Cialoni ha raccontato la sua verità. Nessuna estorsione, dice lei. Sarebbe stato il pensionato viterbese 67enne, suo ex datore di lavoro, a offrirle dei soldi a titolo di risarcimento. E lei ha accettato.

La somma ammonterebbe a 20mila euro. 5mila la signora li avrebbe presi il 17 agosto, per la cessazione del rapporto di lavoro. Gli altri 15mila avrebbe dovuto prenderli ieri mattina, dopo una telefonata che, per gli investigatori, suonava chiaramente come una minaccia. “Dammi questi soldi o non so come va a finire…”, avrebbe detto la donna al pensionato.

Le indagini erano sono scattate  dopo la denuncia dell’ex datore di lavoro, che ha raccontato ai carabinieri di essere da tempo minacciato dalla sua ex badante. Le richieste di denaro sarebbero iniziate una volta terminato il periodo di collaborazione domestica. Secondo la denuncia, l’ex badante, che aveva sempre raccontato al pensionato di un suo figlio arruolatosi nella legione straniera, per avere il denaro contattava il 67enne minacciandolo di farlo ammazzare dal figlio.

L’ultima richiesta di denaro, due giorni fa, durante la telefonata minatoria. L’anziano, a quel punto, ha fissato un appuntamento con la donna in via Marconi. Gli uomini del luogotenente Maurizio Iannaccone hanno assistito all’intera scena, bloccando la badante subito dopo la consegna dei soldi.

La donna è incensurata, ma per un reato grave come l’estorsione rischia dai cinque ai dieci anni.

Per lei il pm Paola Conti aveva chiesto i domiciliari. Il suo avvocato Guido Conticelli si era opposto, ritenendo l’accusa troppo pesante e non sorretta da prove certe. 

Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di firma.


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28 settembre, 2013

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