– “Aspettiamo che l’Udc torni con la sua proposta per la presidenza del consiglio”.
Il giorno dopo la bocciatura per un voto per Francesco Bigiotti, in provincia è calma piatta e il capogruppo Pdl Capitoni sembra tranquillo. Non è stato eletto per l’assenza di Urbanetti (Pdl), impossibilitato a partecipare alla seduta, ma soprattutto perché gli è venuto meno il consenso di Meraviglia e Galli dal suo stesso partito.
Proprio il fatto che dal gruppo di centro sia uscito un consigliere, Alfio Meraviglia, facendoli scendere a tre, applicando la matematica alla politica, si potrebbe ipotizzare che gli equilibri su cui si regge la maggioranza vacillino. Udc sovrastimato con due assessori e pure la presidenza?
Un conteggio che però a palazzo Gentili al momento sembrano scongiurare.
Dal partito di Bigiotti fanno sapere che Galli rimarrà nel gruppo, anche se non ha votato e probabilmente non voterà il sindaco di Bagnoregio alla presidenza e pure da Fratelli d’Italia arrivano segnali di un basso profilo sulla vicenda: si aspettano le mosse dell’Udc.
L’impressione è che il penoso spettacolo di non riuscire a eleggere a distanza di mesi il successore di Piero Camilli possa bastare, senza metterci in mezzo un nuovo rimpasto o rivendicazioni sulla presidenza stessa. Almeno per ora.
“Non abbiamo rivendicazioni in tal senso – osserva Capitoni – aspettiamo che l’Udc ci dia indicazioni su come muoverci”. Bigiotti ritenta, sarai più fortunato.
Intanto, svelato il mistero di come mai, pur sapendo che Bigiotti non aveva consensi sufficienti per essere eletto, si sia comunque andati al voto. C’entra il consigliere Francola (Idv). Si era reso disponibile, cosa già nota, salvo poi al momento del voto ripensarci, facendo venire meno il suo sostegno, fondamentale per Bigiotti. Niente di strano, ripensarci è lecito. Peccato che stando all’Udc, si sarebbe dimenticato di avvertirli sul cambiamento d’idea.
Giuseppe Ferlicca
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