Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Imputato per violazione degli obblighi di assistenza familiare, spiega in aula la sua verità

Bimba invalida, padre in lacrime: “Le cure costano troppo”

Condividi la notizia:

Un'aula del Palazzo di Giustizia viterbese

Viterbo“Mi hanno escluso dalla vita di mia figlia”. 

E’ un padre distrutto quello che, ieri mattina, ha parlato davanti al giudice Eugenio Turco.

L’uomo, viterbese, impiegato al ministero delle Politiche agricole, è imputato per violazione degli obblighi di assistenza familiare. Per un anno e mezzo (dal settembre 2008 al febbraio 2010) non avrebbe versato regolarmente l’assegno di mantenimento all’ex moglie e alla piccola Sara (nome di fantasia), affetta da un grave handicap che l’ha resa invalida al cento per cento.

Ieri mattina, si è difeso tra le lacrime davanti a giudici e avvocati del tribunale di Viterbo. “Non è vero che non ho mai voluto interessarmi di Sara. Semmai, non ho potuto. Non mi è stato permesso. Facevano tutto la mia ex moglie e i suoi genitori. Tutte le decisioni su mia figlia le prendeva mio suocero”. 

Sara, che oggi ha 11 anni, è condannata dalla nascita a una vita diversa da quella degli altri bambini. E’ perennemente in cura. Segue diete particolari. Ha difficoltà di movimento e coordinazione. Il padre, col suo stipendio di 1500 euro, fatica a sostenere i costi di medicine e terapie. “Le ho comprato più volte gli integratori che deve prendere. Solo quelli costano 300 euro. Ricordo benissimo che una volta anticipai io i 1400 euro per una visita a Torino. Fu un sacrificio non indifferente per me, che prendo appena cento euro in più di stipendio”.

Il giudice legge tra gli atti che alcune visite costano 25mila euro. L’imputato piange: “Io non ce la faccio a pagare queste cifre. Ho sempre creduto che, per Sara, in tante occasioni, si potevano tentare strade diverse e meno costose, magari anche tramite la mutua. Perché andare a Torino e non a Roma? Era mio suocero che decideva. Io venivo messo al correte sempre dopo. E se chiedevo, trovavo un muro”. 

La madre di Sara, parte civile al processo, sostiene che l’ex marito si sia disinteressato completamente di sua figlia. Oltre al processo penale, la coppia è già passata per separazione e causa civile. Impraticabile la via dell’accordo, suggerita a più riprese dal giudice. Il processo si chiuderà a novembre, con discussione e sentenza.


Condividi la notizia:
25 ottobre, 2013

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/