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Viterbo – “Mi hanno escluso dalla vita di mia figlia”.
E’ un padre distrutto quello che, ieri mattina, ha parlato davanti al giudice Eugenio Turco.
L’uomo, viterbese, impiegato al ministero delle Politiche agricole, è imputato per violazione degli obblighi di assistenza familiare. Per un anno e mezzo (dal settembre 2008 al febbraio 2010) non avrebbe versato regolarmente l’assegno di mantenimento all’ex moglie e alla piccola Sara (nome di fantasia), affetta da un grave handicap che l’ha resa invalida al cento per cento.
Ieri mattina, si è difeso tra le lacrime davanti a giudici e avvocati del tribunale di Viterbo. “Non è vero che non ho mai voluto interessarmi di Sara. Semmai, non ho potuto. Non mi è stato permesso. Facevano tutto la mia ex moglie e i suoi genitori. Tutte le decisioni su mia figlia le prendeva mio suocero”.
Sara, che oggi ha 11 anni, è condannata dalla nascita a una vita diversa da quella degli altri bambini. E’ perennemente in cura. Segue diete particolari. Ha difficoltà di movimento e coordinazione. Il padre, col suo stipendio di 1500 euro, fatica a sostenere i costi di medicine e terapie. “Le ho comprato più volte gli integratori che deve prendere. Solo quelli costano 300 euro. Ricordo benissimo che una volta anticipai io i 1400 euro per una visita a Torino. Fu un sacrificio non indifferente per me, che prendo appena cento euro in più di stipendio”.
Il giudice legge tra gli atti che alcune visite costano 25mila euro. L’imputato piange: “Io non ce la faccio a pagare queste cifre. Ho sempre creduto che, per Sara, in tante occasioni, si potevano tentare strade diverse e meno costose, magari anche tramite la mutua. Perché andare a Torino e non a Roma? Era mio suocero che decideva. Io venivo messo al correte sempre dopo. E se chiedevo, trovavo un muro”.
La madre di Sara, parte civile al processo, sostiene che l’ex marito si sia disinteressato completamente di sua figlia. Oltre al processo penale, la coppia è già passata per separazione e causa civile. Impraticabile la via dell’accordo, suggerita a più riprese dal giudice. Il processo si chiuderà a novembre, con discussione e sentenza.
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