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Vetralla - Agguato a una coppia nella notte - 36enne condannato a otto anni - La difesa: "Faremo appello"

Rinchiusa in una stanza e costretta al sesso orale

di Stefania Moretti

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L'avvocato Giorgio Natoli

L’avvocato difensore Giorgio Natoli

L'avvocato Stefano Clementi

L’avvocato di parte civile della donna, Stefano Clementi

L'avvocato Floriana Clementi

L’avvocato di parte civile dell’uomo, Floriana Clementi

Per scappare al suo violentatore si era lanciata dalla finestra. Un volo di quattro metri dopo essere stata svegliata, spogliata, picchiata e costretta a un rapporto orale.

Quell’atroce sequenza di azioni è costata una condanna a otto anni al 36enne romeno Adrian Ciubotaru. La sentenza del tribunale di Viterbo è arrivata nel primo pomeriggio.

Violenza sessuale, lesioni e violazione di domicilio aggravata le accuse contestate all’imputato. Un uomo molto temuto nella piccola comunità romena del palazzo-dormitorio in via Borgo vecchio 14. Lo dicono i carabinieri di Vetralla e lo ripete il pm Fabrizio Tucci che, nella sua requisitoria, ha usato parole dure per ripercorrere la notte da incubo di una coppia di conviventi romeni.

“Li ha svegliati di soprassalto, sfondando la porta – afferma il magistrato -. Un’aggressione gratuita. Violenta. Brutale. Senza possibilità di ricostruzioni alternative”. Sono le 2 del mattino del 10 giugno. In un attimo, i due conviventi si ritrovano l’imputato in camera: lui viene massacrato di botte, lei trascinata per un braccio fino al piano di sotto, in un locale pieno di gente che si svuota all’arrivo di Ciubotaru. Per l’accusa, la violenza si consuma in quella stanza chiusa a chiave, dopo schiaffi, minacce di morte, mani al collo e capelli strappati. Non potendo avere un rapporto completo – lei ha le mestruazioni – Ciubotaru si accontenta di aprirle la bocca e costringerla al sesso orale.

Ma per la difesa, è qui qui che vacilla maggiormente il quadro accusatorio. “Dovremmo pensare a un violentatore-gentiluomo, che si ferma davanti a un ciclo mestruale – dice l’avvocato Giorgio Natoli -. Poco credibile. Com’è poco credibile lei: imprecisa nei racconti e illogica nei comportamenti. Se dietro quella porta c’era il suo uomo, venuto a salvarla, che senso ha avuto lanciarsi dalla finestra?”. Al compagno di lei, “resterà l’eterna ferita di aver assistito inerme allo stupro della sua donna”, rimarca l’avvocato Floriana Clementi, che ha chiesto 15mila euro di risarcimento e provvisionale da 5mila euro.

Quanto alla donna, per l’avvocato Stefano Clementi, il suo dolore è nelle carte: sui certificati del pronto soccorso e nelle foto dei lividi sparsi ovunque, sul corpo. Danni patrimoniali e non che il legale quantifica in 50mila euro. 

La sentenza del collegio, presieduto da Eugenio Turco, arriva alle 14,30, dopo mezz’ora di camera di consiglio. Condanna a otto anni, a fronte dei sette e mezzo chiesti dal pm, per violenza, violazione di domicilio aggravata e lesioni a lui e a lei.

Assolto perché il fatto non sussiste dall’altra accusa di lesioni seguite al volo dalla finestra. Ciubotaru dovrà sborsare una provvisionale da 15mila euro (10mila a lei e 5mila a lui), più il risarcimento danni in sede civile.

La difesa è già pronta all’appello.

Stefania Moretti


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1 ottobre, 2013

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