Bassano Romano – Condanna per tutti. Nessuno escluso.
Si chiude così la requisitoria del pm Paola Conti per gli otto imputati per la vendita di traversine delle Ferrovie dello Stato.
Il magistrato ha chiesto pene dagli otto mesi ai due anni e mezzo per le accuse (contestate a vario titolo) di peculato, ricettazione e traffico di rifiuti speciali. Nessun viterbese tra gli imputati, tutti ferrovieri o dipendenti delle Ferrovie dello Stato di Orte, Roma e Firenze.
Andando indietro nel tempo, la pubblica accusa ha riannodato i fili dell’intera indagine, iniziata nel 2005 a Perugia. Nel mirino dei carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) finisce un annuncio su Porta Portese: “Vendo traversine delle ferrovie dello Stato”. L’inserzione riporta un numero di telefono, che appartiene a un dipendente di una ditta che faceva lavori di manutenzione ferroviaria. Partono le intercettazioni telefoniche che mostrano la fitta rete di contatti tra l’operaio della ditta e alcuni ferrovieri.
Le traversine risultano sottratte da un cantiere a Bassano Romano. Per il pm non c’è dubbio che si tratti di rifiuti speciali pericolosi: “Sono impregnate di un particolare tipo di olio chiamato creosoto – spiega l’accusa -. Una sostanza cancerogena e altamente inquinante, a contatto con il terreno”. L’unica via possibile, per questi materiali, una volta fuori uso, è lo smaltimento del quale, però, nessuno degli imputati si sarebbe fatto carico.
A gennaio, parola alle difese.
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