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Viterbo - Il liceo cardinal Ragonesi celebra l'importante traguardo ripercorrendo il passato con gli ex alunni - Alla cerimonia di questa mattina Giuseppe Fioroni, Raffaele Ascenzi e Antonio Castagnaro

Cento anni di scuola di vita…

di Paola Pierdomenico
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Pietro Bevilacqua

Pietro Bevilacqua

La professoressa Grazia Ferrazzani

La professoressa Grazia Ferrazzani

l liceo scientifico Cardinal Ragonesi

l liceo scientifico Cardinal Ragonesi

LE foto sulle pareti dei corridoi del liceo

LE foto sulle pareti dei corridoi del liceo

Il centenario del Ragonesi

Il centenario del Ragonesi

Il centenario del Ragonesi

Il centenario del Ragonesi

Il centenario del Ragonesi

Il centenario del Ragonesi

Il centenario del Ragonesi

Il centenario del Ragonesi

Fratel Domenico, preside della scuola

Fratel Domenico, preside della scuola

L'ex studente Paolo Metelli

L’ex studente Paolo Metelli

Antonio Castagnaro

Antonio Castagnaro

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni

Antonio Usai

Antonio Usai

Il centenario del Ragonesi

Il centenario del Ragonesi

Vincenzo Ceniti del Touring club

Vincenzo Ceniti del Touring club

Antonio Castagnaro

Antonio Castagnaro

Damiano Amatore

Damiano Amatore

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni

Raffaele Ascenzi

Raffaele Ascenzi

Il centenario del liceo

Il centenario del liceo

Viterbo – Cento anni di scuola di vita…

In posa seduti sui gradini o ritratti in bianco e nero con le divise. Seri e impettiti quelli delle epoche più lontane. Spensierati e con improponibili pettinature quelli più recenti. Sono migliaia e sono gli alunni del liceo scientifico cardinal Ragonesi che oggi festeggia il suo centenario (fotocronaca).

Nei corridoi dell’istituto, generazioni di studenti vanno alla ricerca dei ricordi della loro adolescenza. Piegati sui cartelloni che tappezzano le pareti dei corridoi cercano la foto del loro anno. O quelle degli amici con cui hanno condiviso la loro giovinezza. Emozionati provano a rivivere, anche se con la mente, i momenti trascorsi in quella scuola che per tutti, o quasi, ha rappresentato un’esperienza di vita.

“Educare cristianamente… è più nobile che governare il mondo”. Non a caso il liceo ha scelto queste parole di Marcellino Champagnat, fondatore della congregazione dei fratelli maristi che ha fondato la scuola. Un motto che è diventato il faro del metodo di insegnamento della storica scuola viterbese.

Dopo la messa nella cappella della scuola e la mostra documentaria, gli alunni e gli ex studenti si sono riuniti nell’aula magna per raccontare aneddoti ed episodi del passato. In tanti ripercorrono quegli istanti. 

Tra loro Pietro Bevilacqua, ex alunno, e Antonio Usai, insegnante, che raccontano, non senza emozione, cosa ha significato per loro il Ragonesi. Poi Vincenzo Ceniti del Touring club che al Ragonesi si è anche sposato, ci ha festeggiato le nozze d’oro e ci ha mandato i figli. E racconta di quando, ragazzino, frequentava la scuola da esterno e non poteva partecipare alla refezione e alla merenda. Una merenda che era costituita da una mela e un pezzo di pane. Ma per lui esterno era già una ricchezza.

Seduti tra il pubblico, oltre ai giovani, ci sono anche molti volti noti della città. Mischiato tra la gente, in quinta fila, c’è l’ex ministro Giuseppe Fioroni. Anche lui prende la parola. “La giornata di oggi – dice Fioroni – è un esempio di come il tempo passa e, in questo caso, di come è passato in maniera produttiva. Spesso trascorrevamo a scuola gran parte dei nostri pomeriggi non solo per approfondire rapporti e relazioni. Proprio qui che è nato il Gruppo studenti democratici, un movimento che non faceva riferimento a schieramenti politici, ma che partecipò alle elezioni nei vari istituti delle città. Elezioni previste dai decreti delegati..

Qui è nato il mio impegno politico. A questo punto, non so se sia stato un bene o un danno – commenta ironico -. Al di là di tutto, oggi  siamo qui per rendere omaggio a una scuola che ha fatto tanto per la città e per la provincia”.

Dopo di lui, Antonio Castagnaro che ricorda episodi legati ad alcuni professori. Un cenno è per l’insegnante Ortu. “Una volta – racconta Castagnaro – presi un brutto voto e chiesi a Ortu se potevo andare volontario per essere interrogato e recuperare. Ortu mi rispose con il suo inconfondibile accento sardo: “eh Castagnaro, i volontari in Vietnam, vanno”. Risate in sala. Poi Fratel Nestore. “Lui si occupava dell’assistenza medica di noi studenti – racconta Castagnaro che fa il chirurgo – e ricordo che una volta mi doveva fare una puntura. Il problema è che voleva sempre farle in piedi. Vi lascio immaginare cosa vuol dire fare un’intramuscolare dritti”.

Quindi Raffaele Ascenzi. “Questa scuola ci ha formato bene – afferma Ascenzi -. Da qui sono uscite menti eccelse che hanno dato e danno lustro alla nostra città e non solo. Tra questi banchi – inizia a raccontare con un filo di emozione – sono nate le amicizie migliori. Quelle che durano tutta la vita. Il mio pensiero va a Giovanni Fornaciari con cui avevo un solido legame di amicizia e che purtroppo si è spezzato due anni fa, perché lui se n’è andato. Ringrazio la scuola per avermelo fatto conoscere”.

Chiamato a parlare anche un giovane studente uscito dalla scuola poco meno di due anni fa. E’ Paolo Metelli, diplomato con lode, che ha già pubblicato un libro. “Parlo poco perché credo di aver detto tutto nel libro che ho pubblicato da poco e che è corposo. Voglio solo ringraziare questa scuola che rifarei altre cento, mille e forse diecimila volte”.

Quindi di nuovo un tuffo nel passato con la proiezione delle foto degli studenti raccolte in un video. Lentamente scorrono le immagini accompagnate dalla musica. Rivivono tutte le epoche. Si parte con gli anni ’20, ’30 e ’40 e la canzone “Voglio vivere così” di Ferruccio Tagliavini. Poi gli anni ’50 e 60′ sulla colonna sonora di “Lollipop” di Chordettes. “In the summertime” di Mungo Jerry anima gli anni ’70, mentre sta a Cindy Lauper con “Girls just wanna to have fun” raccontare gli anni ’80 e ’90. Fino alle foto degli alunni più recenti che si mostrano sulle note di Patty Smith e la sua “People have the power”.

Appena riaccese le luci, sono stati consegnati i diplomi, ai ragazzi maturati quest’anno, proprio in coincidenza con il centenario. 

Fratel Domenico, preside della scuola, lancia un messaggio ai presenti in sala per far comprendere lo spirito della scuola. “San Marcellino Champagnat, nostro fondatore, non era un pedagogo né tantomeno un ricercatore di metodologie educative, ma un uomo concreto. Per lui, le persone dovevano essere stimolate dolcemente e coraggiosamente a fare qualcosa di più di quello che stanno facendo. Sosteneva che fosse impedita loro la stagnazione e la ripetitività morale e spirituale.

Era solito ripetere che “Educare bene un giovane oggi, vuol dire preparare per il domani un onesto e buon cittadino”. Un’affermazione più che mai attuale.

Il liceo Ragonesi celebra cento anni nel meraviglioso territorio viterbese. Rendiamo grazie al Signore della vita che ci dà la gioia di poter festeggiare questo evento. Con tutti quelli che hanno permesso questo evento, oggi, rivive sul territorio lo spirito di Chamapgnat, spirito di famiglia, amore alla formazione e desiderio di rispondere alle chiamate culturali e all’impegno morale di vita”.

A organizzare l’intera giornata, la professoressa Grazia Ferrazzani che, impeccabilmente, ha coordinato i lavori, mostrandosi attenta a ogni particolare e soprattutto vicina ai ragazzi e ai docenti. “Un uomo senza ricordi è un uomo a metà – ha detto nei suoi interventi -. Oggi siamo qui per celebrare un importante ricorrenza. Siamo qui per lasciare una traccia”.

Paola Pierdomenico 


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8 dicembre, 2013

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