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Sport - Calcio - Il presidente della Viterbese Vincenzo Camilli fa i complimenti ai suoi ragazzi per la vittoria contro la capolista

“Hanno vinto col cuore: bravi tutti!”

di Francesca Buzzi
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Il presidente Vincenzo Camilli con il padre Piero in tribuna

Il presidente Vincenzo Camilli con il padre Piero in tribuna

Viterbo – C’è un tempo per le tirate d’orecchie e un tempo per fare i complimenti. Questo, nonostante tutto, secondo Vincenzo Camilli è il momento di festeggiare.

Sì, perché la vittoria con il Rieti porta in casa Viterbese un soffio d’aria nuova che ci voleva. I tre punti rosicchiati alla capolista riaprono di nuovo tutti i giochi, che del resto mai si erano chiusi visto che cinque punti di distacco non sono certo impossibili da riagguantare.

Con il trionfo di ieri al Rocchi, i Gialloblù non solo possono godersi la pausa natalizia sapendo di esser tornati col fiato sul collo del Rieti, ma hanno, soprattutto, dato grande prova di essere diventati più che mai squadra. Non solo undici giocatori schierati in campo, ma un gruppo compatto, cinico, agguerrito e resistente anche quando c’è da soffrire. Perché, inutile nasconderlo, ieri al Rocchi i Gialloblù hanno anche sofferto. Ma va bene così.

“Sarà pure una frase fatta – ha commentato il presidente Vincenzo Camilli – ma è proprio vero che le partite sofferte sono le più belle da vincere. E così è stato contro la capolista. Lo sapevamo che non sarebbe stata facile e lo sapevano anche i nostri avversari.

Alla fine è venuto fuori quello che tutti ci aspettavamo: una partita di grande livello agonistico, molto più di un match di Eccellenza. Noi abbiamo creato molto, le occasioni in porta sono state diverse. E’ entrata una sola palla, è vero, e nel secondo tempo abbiamo anche un po’ sofferto, ma questo è solo il momento di festeggiare”.

Detto da Vincenzo Camilli, che quando c’è da sgridare non si trattiene dal farlo tanto quanto il padre Piero, non è cosa da poco. Gli errori, in effetti, non sono mancati. In particolare quelli di Cerone, poco reattivo e molto sprecone. Ma più di quelli hanno contato altri fattori, che nel calcio servono quanto i piedi buoni e la preparazione tecnica: l’entusiasmo, il cuore e il trasporto dei tifosi.

La curva gialloblù non si è fatta mancare niente. Uno striscione enorme ha accolto i giocatori in campo ricordando loro quanta storia e quanta tradizione hanno l’onere e l’onore di far valere in campo. E loro, in campo, hanno risposto. Hanno dato il massimo, uno su tutti l’immenso Fabio Fapperdue.

“Ci hanno messo il cuore – continua Camilli – e vanno davvero ringraziati ed elogiati. Quando c’erano dei problemi si sono presi le sgridate, adesso si meritano i complimenti. Bravi, bravi e ancora bravi!”.

Francesca Buzzi


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23 dicembre, 2013

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