Viterbo – Mense. Dazio. Cev.
Si annuncia un’altra giornata impegnativa al palazzo di giustizia di Viterbo.
Per smaltire il fitto elenco di processi, il collegio dei giudici ha fissato udienze fino al pomeriggio.
Alle 10,30 tornerà in aula l’ex assessore ai Servizi sociali del comune di Viterbo Mauro Rotelli, imputato per corruzione e turbativa d’asta in relazione all’appalto per le mense scolastiche viterbesi del 2005. Alla sbarra insieme a lui Anna Telesco, titolare della ditta cui andò l’appalto, e il dirigente comunale Mario Rossi.
L’accusa ruota proprio intorno all’appalto per le mense, per il pm Franco Pacifici contraccambiato da Rotelli con presunti catering gratuiti e assunzioni pilotate nell’azienda di Telesco.
Per oggi, la difesa di Rossi ha chiamato a testimoniare tre dipendenti comunali e un membro della commissione consiliare che si riunì per l’appalto. Ma il processo ha i minuti contati: a ottobre, trascorsi sette anni e mezzo dai fatti, i reati saranno prescritti.
L’altro processo per corruzione fissato per oggi chiama in causa l’ex funzionario regionale Giuseppe De Paolis e gli imprenditori di Celleno padre e figlio Domenico e Dario Chiavarino. Tutti e tre arrestati nell’operazione “Dazio” della forestale nel 2009. Secondo i pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci, gli imprenditori avrebbero cercato di velocizzare le pratiche della riattivazione di una cava in località Montevareccio pagando una tangente a De Paolis, all’epoca addetto al settore di polizia mineraria.
Saranno sette i testimoni da ascoltare, tutti delle difese.
Infine, il processo Cev: 26 imputati per reati contro la pubblica amministrazione. Abuso d’ufficio, emissione di fatture false per operazioni inesistenti. Ma anche associazione a delinquere per 17 degli ex amministratori e imprenditori finiti alla sbarra. In ballo ci sono i servizi del comune, all’epoca guidato da Giancarlo Gabbianelli, affidati attraverso il Cev (Centro energia Viterbo), società partecipata di Palazzo dei Priori. Concessioni di appalti senza traccia di gare a evidenza pubblica, dicono i pm Paola Conti e Franco Pacifici. E ad aggiudicarseli sarebbero state sempre le stesse ditte.
Con l’udienza di oggi pomeriggio termineranno i testimoni dell’accusa. Tra questi anche Claudio Londero, parte offesa contro l’ingegnere Claudio Ciucciarelli, unico imputato accusato di concussione.
Secondo le indagini, Ciucciarelli, incaricato dal Comune di seguire il progetto per l’installazione di pannelli fotovoltaici su alcuni edifici comunali, avrebbe costretto Londero a emettere una fattura falsa da 32mila euro più Iva.
Londero, come scrivono i pm nel capo di imputazione, sarebbe poi stato costretto “a consegnare indebitamente 32 mila euro in contanti a Ciucciarelli, il quale dichiarava a Londero che tale denaro sarebbe servito per far andare in vacanza i politici”.
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