Viterbo – Melilli, Bonaccorsi, Guglielmo. Fra tre candidati, oggi il popolo Pd sceglie il prossimo segretario regionale. Seggi aperti dalle 8 alle 20 anche nella Tuscia.
A Viterbo come di consueto si vota a piazza del Teatro, ma i seggi sono presenti anche nelle frazioni. Quello di Bagnaia comprende pure La Quercia. Sono cinquantanove i seggi sparsi in tutta la provincia.
I candidati in lizza
Per la successione a Enrico Gasbarra sono in corsa Fabio Melilli, ex presidente della provincia di Rieti e deputato, che nella Tuscia ha l’appoggio dell’area Cuperlo, dal segretario Egidi al consigliere Panunzi, passando per i deputati Mazzoli e Terrosi.
Poi c’è Lorenza Bonaccorsi, deputata renziana della prima ora, sostenuta a Viterbo dal capogruppo Pd in consiglio comunale Francesco Serra, dai suoi e dai Popolari di Giuseppe Fioroni, con la vice sindaco Luisa Ciambella, l’assessore Alvaro Ricci e il segretario comunale Stefano Calcagnini.
Infine, Marco Guglielmo, il più giovane fra i candidati. Consigliere comunale ad Albano, 34 anni, fa riferimento all’area Civati, con l’appoggio fra gli altri nella Tuscia di Serenella Ranucci, Emanuele Rallo e del consigliere comunale Christian Scorsi.
A Viterbo la contrapposizione fra Bonaccorsi e Melilli ha coinvolto pure la regione e il presidente Nicola Zingaretti, spostando il dibattito dalla competizione politica all’azione amministrativa, rifiuti da Roma e non solo, con renziani e popolari su posizioni piuttosto critiche.
Come si vota
Per votare occorre esibire un documento d’identità e la tessera elettorale. Chi è iscritto al Pd non è tenuto a versare un contributo, tutti gli altri devono versare due euro.
In tutta la regione sono circa cinquecento i seggi dove si vota, di questi, cinquantanove a a Viterbo.
Circa trecento nella Tuscia, più di 2500 in tutto il Lazio, i volontari impegnati a consentire lo svolgimento delle operazioni di voto e dalle venti in poi le operazioni di scrutinio.
Com’era andata la volta scorsa
Due anni fa Gasbarra vinse con l’82 per cento delle preferenze. A Viterbo la percentuale fu leggermente più alta, ‘85% con il sostegno allora di Fioroni, Parroncini e area Bersani, escluso Sposetti.
Nella Tuscia votarono in circa dodicimila (1261 nel capoluogo), rispetto ai 26mila nel 2009 (3300 nel capoluogo), quando fu eletto Alessandro Mazzoli.
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