Viterbo – (g.f.) – Le mense fanno discutere.
Accesa seduta della quarta commissione l’altro giorno. Al centro del dibattito il bando per il servizio mense, aggiudicato e poi sospeso dal Tar su domanda dell’impresa che si è classificata terza.
Mentre il 20 febbraio i giudici entreranno nel merito, in comune l’opposizione attacca il centrosinistra. Tutto nasce dalla proroga della scadenza dei termini per il bando stesso e per la realizzazione del centro cottura, previsto nel capitolato, prima ancora che la gara arrivasse a conclusione.
“Fra le ragioni per le quali il tribunale ha concesso la sospensiva – osserva Luigi Maria Buzzi (Fratelli d’Italia) – c’è l’inesistenza del centro cottura di cui la vincitrice dichiarava il possesso, al che ho chiesto al dirigente se avessero fatto sopralluoghi per accertare la situazione. Mi è stato risposto che avevano fatto alcuni “giretti”. Che significa? La parola sopralluogo non è stata proferita”.
Sul perché siano stati prorogati i termini: “Ho chiesto spiegazioni – osserva Buzzi – soprattutto per capire come mai non siano stati fatti scadere i termini del bando e poi, eventualmente, se nessuno avesse partecipato, prorogare la scadenza.
L’assessora Valeri ha spiegato come alcune aziende avessero fatto presente che la tempistica così com’era non consentiva d’aderire al bando.
E’ ammissibile che imprese interessate facciano presente che i tempi siano troppo stretti rispetto all’iter richiesto, ma andrebbe fatto in forma scritta. M’informerò se così è stato”.
In ogni caso, secondo Buzzi la proroga dei termini a procedura ancora in corso, poteva essere evitata, aspettando il termine naturale dell’avviso.
“L’assessora Valeri mi ha risposto – ricorda Buzzi – sottolineando come in ogni caso, piuttosto che trovarsi a termini scaduti solo con una domanda, meglio se ce sono, tre, quattro”.
Meglio favorire la partecipazione in altre parole. “Ma se ci sono termini stabiliti e partecipa una sola ditta, quella vince, si possono cambiare i termini?
Con la proroga concessa sono stati dati altri trenta giorni per presentare le domande e altri trenta per predisporre il centro cottura. Sommati ai sessanta che già avevano, i tempi si sono dilatati fino a 120 giorni ”.
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