Viterbo – (m.l.r.) – I facchini sono tutti d’un sentimento. Anche quando non è il 3 settembre.
Oggi pomeriggio nell’ex chiesa della Pace, roccaforte delle assemblee del sodalizio dei facchini di santa Rosa, il presidente Massimo Mecarini ha radunato i suoi per illustrare il bilancio dell’associazione e chiedere cosa ne pensano di un eventuale ingresso di Gubbio nella rete delle macchine a spalla, patrimonio immateriale dell’Unesco.
Il presidente, dopo la richiesta della cittadina umbra, si era espresso senza mezzi termini: “Sono assolutamente contrario”, aveva detto. Ma quello era il parere di Massimo, personale e non vincolante. Ma stasera quello di tutti i facchini è stato però un netto rifiuto.
La richiesta di Gubbio alle 19.30 è respinta all’unanimità dall’assemblea del sodalizio.
La città di Gubbio, con la sua tradizione dei ceri, all’inizio della scommessa faceva parte della rete, dopo qualche riunione ha deciso di abbandonare il progetto Unesco per provare a raggiungere il traguardo da sola.
E mentre le città di Viterbo, Nola, Palmi e Sassari insieme hanno continuato a lottare e hanno raggiunto il riconoscimento, per Gubbio è arrivata la sconfitta.
Ora la cittadina con una lettera chiede venia per l’affrettata decisione e vorrebbe rientrare. Ma per farlo le quattro comunità che fanno parte della rete devono esprimersi unanimamente.
I facchini di Viterbo però hanno già deciso: Gubbio è fuori.
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