--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Bologna - L'ex direttore dell'autodromo di Imola, che oggi vive a Nepi, deve rispondere di omicidio colposo - Il 7 maggio l'udienza preliminare

Piloti morti sul circuito, Walter Sciacca davanti al gup

Condividi la notizia:

Walter Sciacca

Walter Sciacca

Sciacca in pista

Sciacca in pista

Bologna – Prenderà il via il 7 maggio l’udienza preliminare per Walter Sciacca, 41enne di Nepi, ex amministratore delegato di Formula Imola e direttore dell’impianto imolese.

Sciacca deve rispondere di omicidio colposo per la morte dei due piloti dilettanti Alessandro Tasselli e Gabriele Nannini, stroncati nel 2010 da due incidenti sul circuito di Imola.

Per quei fatti i pm di Bologna Antonello Gustapane e Manuela Cavallo hanno chiesto il rinvio a giudizio non solo di Sciacca, ma anche del responsabile dell’ufficio tecnico dell’Enzo e Dino Ferrari, il 32enne Simone Magnani, e del direttore della G&G Service-Imola Race Michele Ciarlariello, 44 anni, organizzatore delle giornate di prove per piloti dilettanti.

Sia Tasselli che Nannini parteciparono. Morirono a quattro mesi di distanza l’uno dall’altro: Tasselli il 12 aprile 2010, Nannini l’8 agosto. Entrambi non avrebbero visto una curva a sinistra nel tracciato, finendo a sbattere contro la catasta di gomme che delimitava il percorso. Due morti identiche e, per l’accusa, evitabili. Per questo i fascicoli dei pm Cavallo e Gustapane sono stati unificati.

I magistrati contestano ai tre indagati di non aver assunto tutta una serie di cautele: la curva non sarebbe stata sufficientemente segnalata. In più, una protezione in gomma piuma (chiamata “airfence” dagli specialisti del settore) avrebbe certamente attutito l’impatto dei motociclisti. Protezione risultata inesistente.

Formula Imola si è sempre difesa sostenendo di aver seguito protocolli internazionali sulla sicurezza. Mentre Imola Race avrebbe fatto colloqui preparatori con i piloti prima di scendere in pista. A Ciarlariello, infatti, si contesta anche di non aver invitato i piloti a fare un primo giro della pista a velocità moderata, per rendersi conto degli ostacoli e delle criticità del percorso.

Sciacca, di origini siciliane ma residente a Nepi, era stato nominato il 9 dicembre 2009 amministratore delegato e direttore dell’autodromo internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola. Doveva “ridare slancio a una struttura che all’epoca doveva riconquistare credibilità sia nei confronti dei clienti che dei fornitori”, si legge su un comunicato diramato dall’autodromo, dopo le dimissioni. “Un obiettivo difficile ma che Sciacca ha avuto il merito di raggiungere”, riportando l’autodromo “ai vertici dell’attività motoristica nazionale e internazionale”.

Per Panorama, è “l’uomo dei circuiti”. Il Fatto Quotidiano descrive come “una doccia fredda” le sue dimissioni a metà mandato nel dicembre 2011, un anno e mezzo dopo le morti di Tasselli e Nannini. “Era arrivato a Imola esattamente due anni fa, col sorriso sicuro di chi delle piste conosce tutto, anche l’odore dell’asfalto”, scriveva di lui il quotidiano di Antonio Padellaro. Ufficialmente, Sciacca lasciò l’incarico per rientrare nella sua azienda. 


Condividi la notizia:
6 aprile, 2014

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR