Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – A seguito delle dichiarazioni del consigliere Elpidio Micci, ritengo opportuno ricostruire la vicenda che ha interessato la sala d’attesa della stazione di Grotte Santo Stefano.
Dopo l’impresenziamento da parte delle Ferrovie dello Stato della stazione di Grotte Santo Stefano avvenuta alla fine degli anni ’90, la sala d’attesa è stata chiusa.
Nel febbraio del 2000, un gruppo di cittadini di Grotte ha raccolto le firme per la riapertura della sala d’attesa e per la realizzazione di una pensilina, vicino ai binari, per proteggere i pendolari dalla pioggia.
Vennero raccolte circa 1200 firme, poi inviate a tutte le istituzioni e autorità competenti. Sono passati tre lustri, tre sindaci e la sala d’attesa aspetta ancora di essere aperta.
Poi l’amministrazione Marini ha stipulato un contratto di comodato gratuito con Ferrovie dello Stato, che ha consentito di acquisire i locali e l’area limitrofa. In seguito, ha assegnato l’alloggio al primo piano a una famiglia di Grotte.
L’operazione si è fermata qui, potevano benissimo predisporre un apriporta all’ingresso della sala d’attesa e aprire. Forse la precedente amministrazione conosce bene il termine “restyling” ma non sa cosa sia un apriporta e a che cosa serva. Ma andiamo avanti. Quando l’amministrazione Michelini si è insediata, i consiglieri di maggioranza si sono attivati negli uffici per la risoluzione del problema.
Poche settimane fa, con la collaborazione di Fioramanti, dirigente del settore Patrimonio, e l’assessore Ciambella si giunge finalmente alla soluzione. Prima di iniziare le pratiche necessarie e i relativi lavori, il dirigente ha voluto incontrare i consiglieri di Grotte Santo Stefano, ovvero, oltre la sottoscritta, i consiglieri Volpi e Micci.
All’appuntamento però il consigliere Micci non si è presentato. Solo dopo qualche giorno si è informato personalmente presso l’ufficio Patrimonio.
Questa sì che è mancanza di rispetto, per l’istituzione e le persone. Voleva anche l’invito su carta intestata del vice sindaco Ciambella? Il consigliere sapeva benissimo quello che stavamo facendo. Per scelta e per risparmiare abbiamo deciso di non fare inviti. Ci siamo limitati ad affiggere a Grotte le locandine con riportato l’appuntamento per l’inaugurazione.
Che dire? Siamo alle solite. E’ importante apparire, è importante sbandierare “sono stato io! Che bravo sono stato, è merito mio!”. E i cittadini intanto aspettano, aspettano. I cittadini sono stanchi, tutti noi siamo stanchi di sentire lamentele e polemiche, condite da vittimismo.
Augusta Boco
Consigliera comunale Pd
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