Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Mio malgrado mi vedo nuovamente costretto a intervenire a mezzo stampa, per esprimere il malcontento mio personale, della cittadinanza e degli alunni che frequentano le scuole provinciali di Civita Castellana.
Le battaglie politiche si combattono nei luoghi deputati e non sulla stampa, vero.
Ma la Provincia di Viterbo è oramai da troppo tempo svuotata del suo significato politico. Luogo del tutto virtuale, buono per regolare i conti interni di una pseudo maggioranza da sempre litigiosa, piuttosto che ad affrontare le problematiche di territori e cittadini.
Che poi, in tutta franchezza, di politico, questa battaglia ha ben poco essendo, a mio avviso, più una questione di diritti e di civiltà.
In tempi non sospetti segnalai prima la situazione del C.P.F.P. Ivan Rossi, chiuso il 14 maggio 2014 per “ulteriori indagini”, mai svolte. Poi la mancanza di sedie e banchi in altri istituti cittadini, insieme all’assoluta necessità d’interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria prima della riapertura dell’anno scolastico.
Le risposte avute dal Presidente Meroi e dalla sua giunta sono state a dir poco evasive.
Mi disse di stare sereno, perché la Provincia si era assunta tutte le responsabilità e avrebbe continuato a farlo per garantire il servizio agli alunni”.
L’assessore Danti: “Professionale Ivan Rossi, la Provincia stanzia 350 mila euro, gli alunni dell’istituto Ivan Rossi di Civita Castellana non perderanno nemmeno un’ora di lezione”.
Bene, diamo fiducia alle istituzioni, mi sono detto. E mi sono “rasserenato”.
Ma niente da fare. L’anno scolastico è iniziato e per le scuole civitoniche i problemi sono aumentati.
Banchi e sedie sono stati prelevati (il giorno prima dell’inizio delle lezioni) dal C.P.F.P. Ivan Rossi (ancora chiuso) e portati nottetempo a Viterbo per “questioni di urgenza”. Risultato: al Midossi sono rimasti in piedi. Tanto arrabbiati da organizzare un sit-in con oltre 200 studenti sotto Palazzo Gentili (tra l’altro neanche ricevuti dal Presidente Meroi, a cui si erano rivolti con una lettera aperta).
Al centro Ivan Rossi la situazione è ancora peggio. Ad oggi: chiuso.
Verifiche di stabilità, niente. Stanziamento fondi, nulla. Bandi per appaltare lavori, nada de nada.
Ma non è tutto. Con lettera prot. N. VT-1-R1-0065340-2014, il direttore dell’istituto scrive all’assessore Danti e al dirigente Aquilani, testualmente: “Come già dichiarato nelle precedenti note, articolare l’orario didattico settimanale esclusivamente di pomeriggio per 16 ore, rende impossibile una adeguata conclusione delle attività corsuali […]. Si consideri inoltre che gli allievi […] sono in obbligo scolastico, si è quindi tenuti a garantire la corretta gestione dei corsi nella didattica e soprattutto nei tempi previsti”.
Ora, presidente Meroi, assessore Danti, dottoressa Aquilani, io ho provato a “stare sereno”, a non strumentalizzare la cosa.
Il fatto è che anche voi siete stati “sereni”, fin troppo sereni direi. Talmente sereni da non fare nulla, da considerare la cosa non un “vostro” problema.
E allora è ora di dire basta. Basta a una gestione improvvisata e dilettantesca della cosa pubblica.
Ultima considerazione. Ritengo inutile e quanto mai scorretto, da un punto di vista politico, rimbalzare responsabilità e gettare colpe su altri enti (leggasi Regione Lazio), che non hanno il possesso degli immobili, poiché facenti capo al patrimonio ed alle competenze provinciali.
E’ la provincia che deve intervenire, le risorse ci sono, lo faccia subito.
Alessandro Angelelli
Consigliere provinciale Pd
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