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Viterbo - Ragazzina dice di essere stata indotta dalla madre ad accusare il nonno di abusi sessuali - La difesa: "Per la psicologa è attendibile"

“Costretta a dire che era stata violentata”

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Viterbo – Una storia di abusi sessuali forse inventata di sana pianta.

Potrebbe ridursi a questo l’ennesima indagine per violenza sessuale su minore nel Viterbese. Sotto inchiesta è finito un funzionario di banca di 59 anni, sospettato di aver ripetutamente palpeggiato la sua nipotina acquisita, la bambina che la compagna di suo figlio aveva avuto da una precedente relazione.

Ieri si è concluso l’incidente probatorio. Davanti al gip Francesco Rigato è stata ascoltata la dottoressa Laura Ballarè, psicologa della Asl di Viterbo. Il perito doveva pronunciarsi sull’attendibilità delle dichiarazioni della bambina, sentita in audizione protetta.

“Secondo le conclusioni della dottoressa, la ragazzina è credibile quando dice di essere stata costretta ad accusare il nonno di violenza sessuale”, spiega l’avvocato Fabio D’Amato. Ma per la difesa, quei palpeggiamenti nel novembre 2011, quando la bambina aveva 13 anni, non sarebbero mai avvenuti. “Durante la perizia, svolta in fase di incidente probatorio, la ragazza, oggi 16enne, ha detto di essere stata indotta dalla madre a fare certe rivelazioni, anche se non erano vere. Il perito, chiamato a esprimersi sulla sua capacità di testimoniare, ha concluso che ne è assolutamente in grado ed è attendibile”.

Per la difesa, in pratica, la denuncia per violenza sessuale sarebbe stata solo una specie di vendetta, seguita a screzi familiari e, soprattutto, a una prima denuncia sporta dal funzionario di banca nei confronti della nuora. Gli atti, adesso, sono tornati al pm per valutare il destino del fascicolo. “Non è escluso che, dagli elementi emersi, la procura non possa decidere di procedere per calunnia nei confronti di chi ha indotto la ragazzina a confermare le finte violenze”, dichiara ancora il legale.

Quanto alla posizione del “nonno”, potrà essere chiesta l’archiviazione o il rinvio a giudizio.


Palpeggiata dal “nonno”, ascoltata la ragazzina


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8 novembre, 2014

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