Marta – A giudizio per aver lasciato scappare dal recinto un vitello che provocò un incidente mortale.
Risponderà di omicidio colposo l’allevatore proprietario dell’animale investito la notte del 15 giugno 2011.
Alla guida dell’Audi A4 che ha travolto il vitello, c’era Sandro Vignanelli, quarantenne, padre di famiglia, che non riuscì a evitare il terribile impatto col bovino, sbucato improvvisamente in mezzo alla strada, all’altezza del chilometro 9+800.
Lo schianto non risparmiò né il vitello, né il conducente dell’auto, morto dopo due settimane di agonia all’ospedale Belcolle di Viterbo. A processo finisce R. F., allevatore 56enne di Marta, già noto alle forze dell’ordine, con una condanna patteggiata per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento, in un rocambolesco inseguimento da parte di carabinieri e finanza.
Ieri mattina, davanti al giudice Silvia Mattei, ha parlato un carabiniere che rilevò l’incidente. Secondo il militare, lo schianto sarebbe avvenuto proprio nelle vicinanze dell’allevamento di bovini dell’imputato. Furono trovate le impronte del vitello che, dal recinto, si dirigevano prima verso un fiumiciattolo, poi verso la strada. Una parte della rete che delimitava il recinto fu trovata abbassata.
“Non era la prima volta che gli scappavano gli animali – ha spiegato il carabiniere in aula -. Aveva già ricevuto una multa per omessa custodia e mal governo. Dopo l’incidente, ne ha ricevuta un’altra”.
La difesa ha tenuto a far sottolineare al carabiniere che il recinto era delimitato da un cancello ben visibile. La moglie del conducente dell’auto, deceduto dopo lo scontro, si è costituita parte civile.
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