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Viterbo - Comune - Filippo Rossi lascia la presidenza del consiglio ma resta in maggioranza

“Mi dimetto per riavere il diritto di parola”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - Il discorso di dimissioni di Filippo Rossi in consiglio comunale

Viterbo – Il discorso di dimissioni di Filippo Rossi in consiglio comunale 

Il sindaco Michelini con il braccio ingessato dopo la caduta al cinema

Il sindaco Michelini con il braccio ingessato dopo la caduta al cinema 

La lettera di dimissioni di Filippo Rossi da presidente del consiglio comunale

La lettera di dimissioni di Filippo Rossi da presidente del consiglio comunale 

Il sindaco Michelini con il braccio ingessato dopo la caduta al cinema

Il sindaco Michelini con il braccio ingessato dopo la caduta al cinema 

Viterbo - Il discorso di dimissioni di Filippo Rossi in consiglio comunale

Viterbo – Il discorso di dimissioni di Filippo Rossi in consiglio comunale 

Il sindaco Michelini con il braccio ingessato dopo la caduta al cinema

Il sindaco Michelini con il braccio ingessato dopo la caduta al cinema 

Filippo Rossi con Luigi Maria Buzzi

Filippo Rossi con Luigi Maria Buzzi

Viterbo – E’ la sua seconda e pure ultima “gabbianellata”. Filippo Rossi parla a inizio seduta di consiglio straordinario sulla sanità per annunciare le sue dimissioni. Con effetto immediato (video).

Concluso il suo discorso lascia il banco e al suo posto arriva la vice Patrizia Frittelli. Si assenta qualche minuto per firmare l’atto, quindi rientra fra i banchi della maggioranza, come consigliere.

Accanto a Maria Rita De Alexandris.

“La scommessa mia e della mia lista civica – dice Filippo Rossi – era non pensare al piccolo cabotaggio ma volare alto, pensare in grande per la città”.

Quindi, con il sindaco Leonardo Michelini accanto, ribadisce quello che pensa sulle iniziative del Natale, parole che hanno generato il caos di questi giorni, dentro e fuori Viva Viterbo.

“E’ oggettivo che è stato un fallimento. E’ così per una serie di ragioni burocratiche e amministrative, non legate a persone specifiche, al sindaco o all’assessore.

Ma un certo modo di fare politica non funziona. Io sogno di poter fare cose. Velocemente e in modo aziendalista. E lo dico con il sindaco accanto. C’è tanta delusione per la lentezza, l’incapacità di pensare al futuro.

Si pensa a dicembre cosa fare a Natale, in estate cosa fare d’estate. A novembre penseremo alle iniziative per le prossime feste”.

Una polemica universale: “Rivolta a tutti. Questa città con il piccolo cabotaggio non si salva. Rischiamo di avere una città pulitissima ma morta. Il problema è cosa pensiamo che debba diventare Viterbo, da qui a tre anni non da qui a due mesi. Se non ce la facciamo, sarà sempre tutto inutile”.

Quindi la replica al sindaco Michelini che gli aveva rimproverato le critiche al comune, quando Rossi stesso e Viva Viterbo avevano votato i provvedimenti.

“Una cosa è votare il bilancio, c’è un patto di maggioranza, e una cosa è essere d’accordo. Io sulla diminuzione delle tasse non ero d’accordo.

Con quei soldi se ci fosse stato un grande progetto per la città, si poteva fare altro. Con venti euro in meno, ai viterbesi gli abbiamo cambiato la vita?”.

Si sofferma sull’assessore Giacomo Barelli, un breve elogio e poi arriva il colpo di scena.

“Se non si può parlare, è inutile fare politica, è dalle parole che nascono i fatti, dal confronto.

E’ per questo motivo che rassegno le dimissioni da presidente del consiglio.

Viva Viterbo ha fatto un patto con questa maggioranza, io rimarrò in maggioranza, ma con il sacrosanto diritto di parola.

Non è più possibile che il mio ruolo da presidente possa incidere o limitare il mio diritto di parola”.

Dopo di lui prende la parola Maria Rita De Alexandris, quindi il sindaco Michelini, reduce dall’incidente fuori dal cinema a Vitorchiano.

Rispetta la scelta, ma non manca di bacchettare Rossi: “Quando si è eletti sindaco, assessore o presidente – osserva Michelini – non si ha più quel vincolo di mandato con il movimento o il gruppo. Si deve ragionare dell’interesse pubblico e non del movimento”.

L’assessore Barelli lo invita, invece, a parlare, ma anche a fare, partecipare. Da consigliere avrà più tempo a disposizione.

Giuseppe Ferlicca 


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20 gennaio, 2015

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