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Viterbo - Nuovo filone d'inchiesta per falso, abuso d'ufficio e peculato - Fascicolo contro ignoti, ma nel mirino c'è il contratto di Gigli

La finanza torna all’Ater, sequestrati pc e documenti

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La sede dell'Ater

La sede dell’Ater

Guardia di finanza

Guardia di finanza

Ugo Gigli

Ugo Gigli

Viterbo – Finanza di nuovo all’Ater.

Ennesimo sopralluogo delle fiamme gialle viterbesi all’azienda territoriale per l’edilizia residenziale.

Giovedì mattina, gli uomini del nucleo di polizia tributaria sono tornati alla sede di via Garbini. 

Si sarebbero trattenuti per diverse ore negli uffici, alla ricerca di documenti utili alle indagini.

Secondo indiscrezioni, il nuovo accesso all’Ater non sarebbe collegato a nessuno dei vecchi fascicoli, aperti mesi fa e già noti alle cronache. Si parlerebbe di fatti nuovi. Un’indagine per ora contro ignoti, per abuso d’ufficio, peculato e falso.

Nel mirino degli investigatori, a quanto pare, sarebbe finito l’ultimo contratto del direttore generale fresco di revoca, Ugo Gigli. Un contratto che, da quel poco che trapela, sembrerebbe segnato da diverse anomalie, insieme a tutta una serie di supposte e non meglio precisate irregolarità nella gestione dell’Ater. Gigli, comunque, non risulterebbe attualmente indagato nel nuovo filone d’inchiesta. 

Dall’ente di via Garbini, le fiamme gialle della tributaria sarebbero uscite con un voluminoso faldone di atti. Sembrerebbe che siano stati sequestrati anche alcuni computer dell’azienda, sempre per cercare ulteriore documentazione che dovrà passare all’esame della procura.

Difficile, ormai, tenere il conto dei fascicoli riguardanti, a vario titolo, l’azienda per l’edilizia residenziale. La maggior parte chiamano in causa il non più direttore generale Ugo Gigli, tra la faida con l’ingegnera Ater Angela Birindelli e varie, ulteriori ipotesi di abuso d’ufficio, usurpazione di funzioni pubbliche e interruzione di pubblico servizio. L’ultimo avviso di garanzia a Gigli è arrivato ai primi di febbraio. 

Intanto l’ex numero uno dell’Ater non vuole saperne di rinunciare al suo incarico. Dopo il ricorso al Tar e il rigetto della richiesta di sospensiva, la palla passa al giudice del lavoro. Avvocati impegnati su tutti i fronti e cause a non finire. Ed è solo l’inizio.


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21 febbraio, 2015

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