Viterbo – Bullismo e cyberbullismo, carabinieri in classe per informare i ragazzi.
Continuano gli incontri con gli studenti delle scuole, tra cui quelle di Celleno, Grotte S. Stefano e Graffignano, organizzati a partire dal mese di gennaio dalla compagnia dei carabinieri di Viterbo; l’argomento è impegnativo: bullismo e cyberbullismo fra adolescenti.
La tenente Anna Rita D’Ambrosio porta “in classe” una presentazione dell’Arma che in venti minuti, con un filmato essenziale e accattivante, ne racconta la storia e ne descrive la struttura, le funzioni e l’organizzazione capillare, per far comprendere ai giovani ascoltatori il sistema di valori di riferimento: scopo imprescindibile e fondante la forte motivazione di questi qualificati professionisti è la difesa, la salvaguardia, la tutela del bene nazionale.
I ragazzi sono incuriositi e sorpresi di scoprire un aspetto “amico” e rassicurante nella figura del carabiniere; sono diverse e interessanti le competenze che stanno alla base dei vari raggruppamenti, raggiunte con un sistema di formazione la cui selettività dei corsi privilegia senz’altro i meriti personali, lo spirito di servizio e il senso di responsabilità.
Dopo la presentazione, la tenente introduce subito la tematica più importante e delicata dell’incontro: il bullismo, definito come un sistema di prevaricazioni continuative che si concretizza secondo modalità e in situazioni e contesti diversificati.
Alle forze dell’ordine preme approfondire l’argomento proprio perché questa primordiale forma di violenza non costituisce reato ma può certamente darvi luogo, creandone le condizioni in tutte le sue manifestazioni: provocazioni, offese, brutti scherzi, percosse, furti, ricatti…
Gli attori di questo fenomeno sono diversi ma hanno tutti in comune una certa problematicità comportamentale che denota una personalità vulnerabile e bisognosa di attenzione.
Il bullo in particolare manifesta aggressività, ansia, insicurezza, mancanza di empatia e di senso di colpa.
I vari soggetti di episodi di bullismo possono avere delle responsabilità, anche la “maggioranza silenziosa”, poiché “non impedire un evento equivale a cagionarlo”, come ha spiegato D’Ambrosio.
La più moderna e “avanzata” versione di questo fenomeno è il cyberbullismo, ovvero il bullismo attraverso internet, i social network e le applicazioni del cellulare.
I vantaggi di questo più moderno canale comunicativo sono rappresentati per il bullo da pervasività, anonimato, indebolimento delle remore etiche e ampiezza della portata del fenomeno.
In realtà è possibile comunque essere rintracciati e subire un procedimento anche perché “rimangono sempre le tracce” di una qualunque forma di comunicazione dentro la “rete”.
L’incontro si conclude con il resoconto degli strumenti messi a disposizione degli utenti per la prevenzione o la denuncia di questo fenomeno, tra cui un numero di pubblica utilità valido per l’intero territorio nazionale.
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