Viterbo – Arrestata nel 2012, aveva patteggiato un anno per truffa e falso.
Tre anni dopo, Barbara Fede torna alla sbarra, ma per fatti ancora più vecchi.
E’ il 2009. L’ex vigilessa, allora addetto unico all’ufficio provveditorato del comando di polizia locale, avrebbe falsificato una serie di documenti contabili. Ricevute che attestavano pagamenti in realtà mai eseguiti.
Le accuse sono peculato e falso.
Ieri, prima udienza interlocutoria per ammettere le prove e incardinare il procedimento.
Barbara Fede è vigilessa di seconda generazione: il padre Giulio Fede, è stato comandante della polizia locale per anni. Anche per questo, l’arresto dell’ispettrice quarantenne, tre anni fa, suscitò clamore.
Secondo i carabinieri del Nucleo investigativo, coordinati da Giovanni Martufi, Barbara Fede aveva promesso un impiego in un ministero a un suo conoscente. In cambio, voleva 5mila euro. Per convincerlo dell’affare, gli aveva esibito un contratto con un timbro della presidenza del consiglio, a testimonianza della meticolosità con cui era stato architettato il raggiro. La vittima della truffa, tra l’altro, disoccupata e con un figlio invalido, era alla disperata ricerca di un lavoro.
L’ex vigilessa disse di aver agito in preda a un’estrema necessità di denaro e patteggiò un anno. Ora l’aspetta il nuovo processo.
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