Viterbo – (e.c.) – “I tutor non sono un’imposizione fiscale mascherata”.
Così il presidente della provincia Marcello Meroi durante la presentazione del programma per il controllo elettronico sulle strade della provincia.
Ci tiene a sottolineare che non saranno un modo per fare cassa come certi autovelox, ma un modo per fare prevenzione e per raccogliere fondi per il rifacimento del manto stradale.
“Il tutor – spiega Meroi – a differenza dell’autovelox è ben visibile, non è spionistico e non sarà nascosto dietro le siepi. Se usato correttamente – sottolinea – è una buona misura di sicurezza e servirà a recuperare risorse per rifare le strade della provincia per le quali servono milioni per intervenire.
Con i tutor – spiega ancora Meroi – riusciamo a controllare lunghi tratti di strada e i fondi ci permetteranno di intervenire nei tratti che ne hanno bisogno”.
Il tutor sarà ben visibile al centro della strada e sarà segnalato da dei cartelli al guidatore. Se si entra nella zona del tutor a una velocità eccessiva, l’automobilista ha tutto il tempo di accorgersi, di rallentare e di evitare di prendere la multa, in quanto il tutor calcola la velocità media con cui il tratto stradale controllato è stato percorso.
“Quindi – spiega Giuseppe Talucci Peruzzi, assessore alla Viabilità e lavori pubblici – chi prende la multa è cosciente di aver percorso tutto il tratto stradale oltre il limite e che non è stato solo un momento di distrazione”.
I tratti interessati sono cinque. Il primo è sulla strada Nepesina dal chilometro 13 al 14,4 che è il primo attivo ed è sperimentale. Gli altri quattro sono sulla provinciale Cimina (dal chilometro 2 al 3,750), sulla Verentana (dal chilometro 16,3 al 18,5), sulla Tuscanese (dal chilometro 17 al 21) e sulla Teverina (dal chilometro 5 al 7).
Per questi quattro c’è un bando europeo per scegliere la ditta incaricata e in seguito una commissione tecnica si riunirà per scegliere chi si aggiudicherà l’appalto. Per ogni sanzione la ditta prenderà una quota fissa, la differenza andrà alla provincia.
“I fondi – ci tiene a sottolineare Peruzzi – andranno alla manutenzione delle strade e ai mezzi per attuarla, non saranno usati per altri scopi. Se volevamo fare cassa sceglievamo gli autovelox”.
Il alcuni punti come Colle Lidia, inoltre, saranno messi dei semafori a chiamata per una maggiore sicurezza. Anche se, spiega Peruzzi, “in alcuni punti e su alcuni incroci sarebbe più sicuro fare delle rotatorie”.
“Il tutor sulle Nepesina – spiega l’ingegner Pecorelli – è il primo e serve per la sperimentazione che durerà 6 mesi. C’è stato un po’ di ritardo nell’attuazione. E’ stato scelto quel tratto perché è quello più pericoloso e dove c’è il più alto numero di incidenti stradali mortali. Per gli altri quattro tutor ci sarà un bando europeo. A noi come provincia non costano nulla, è tutto compreso nell’appalto. Il bando è stato pubblicato da due mesi per garantire la massima partecipazione. La commissione si riunirà mercoledì prossimo per valutare l’offerta tecnica. Poi per le altre fasi, che comprendono anche il contratto e l’istallazione, passerà qualche mese”.
Il controllo dei risultati dei tutor spetterà alla polizia provinciale.
“A noi spetta il controllo dei risultati – afferma il comandante Enrico Paziani -. I tutor funzioneranno anche di notte e sono posizionati nei punti dove c’è il più alto tasso di incidenti mortali. I controlli saranno migliaia. La fase sperimentale per noi sarà molto utile per sapere quanti addetti ci vorranno nelle fasi successive”.
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