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Sanità - Viterbo - Aperto fascicolo per omicidio colposo, indagati medici e ostetriche

Dramma in sala parto, bimba nasce morta

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Viterbo - L'ospedale di Belcolle

Viterbo – L’ospedale di Belcolle

Viterbo – (s.m.) – Dramma in sala parto.
A sei mesi dall’ultimo caso, un altro neonato muore all’ospedale di Belcolle.

E’ una femmina, prima figlia di una giovane coppia originaria di un paese della provincia. 

A quanto risulta dalle indagini, la bambina è nata morta. Venuta al mondo giovedì, in tarda mattinata, non respirava già più quando i medici l’hanno estratta dalla pancia della mamma dopo il cesareo.

Inutile ogni tentativo di rianimazione. Non c’era più né tempo né modo di organizzare un trasferimento d’urgenza a Roma, al Gemelli o al Bambin Gesù, più attrezzati di Belcolle nella terapia neonatale: il cuore della bimba non ha mai ripreso a battere.

Il pm Paola Conti ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Nel registro degli indagati, i medici e le ostetriche che hanno assistito al parto. Un atto dovuto, almeno finché non saranno espletati i primi accertamenti e l’autopsia sul corpicino della bimba. 

L’incarico al medico legale sarà affidato lunedì. La squadra mobile di Fabio Zampaglione ha raccolto la denuncia del padre e sequestrato la cartella clinica.

In tre anni, è la quarta tragedia in sala parto, a Belcolle. La quinta, considerando anche l’ospedale di Tarquinia, dove  Viola è nata e morta in poche ore, il 29 giugno 2012. I genitori non sono più riusciti ad avere figli. Ne rispondono in quattro, adesso, due ginecologi e due ostetriche, alla sbarra al tribunale di Civitavecchia.

Dopo Viola, c’è stata Claudia, venuta al mondo a Belcolle all’alba del 21 maggio 2013 e vissuta solo due settimane tra l’ospedale viterbese e il Bambin Gesù. Il processo a due ginecologi è ancora in corso; la prossima udienza sarà tra pochi giorni.

Aurora, invece, è morta la sera di Santo Stefano, il 26 dicembre 2013. Sempre a Belcolle.
Una piccola vita che dura appena tre giorni, per poi spegnersi al Gemelli. La procura iscrive nel registro degli indagati quattro medici e due ostetriche, per i quali chiede poi l’archiviazione, non ritenendoli responsabili in base alle risultanze delle indagini; i genitori si sono opposti. 

E, infine, Edoardo, morto nella pancia della mamma, che aspettava di partorire all’ospedale viterbese. Il suo cuore si è fermato di colpo, da un monitoraggio all’altro, a ottobre. Per lui, le indagini non sono ancora chiuse.


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18 aprile, 2015

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