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Viterbo - Immordino (Solidarietà cittadina), il comitato Lip e il coordinamento insegnanti promettono di non arrendersi

“Una pietra tombale sulla scuola statale”

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Viterbo - Gli insegnanti contro la "Buona scuola"

Viterbo – Gli insegnanti contro la “Buona scuola” 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Col motto “Vietato arrendersi”, gli insegnanti viterbesi, personale Ata,studenti, genitori, sindacati hanno dato vita,in piazza della Repubblica, a una vivace e partecipata manifestazione anti-ddl “buona scuola”.

Si vuole mantenere alta l’attenzione sulla scuola e sugli sfaceli che si produrranno sull’istituzione più importante di una democrazia.

Non ci arrenderemo alla fine della scuola statale, sancita dal governo. Non ci arrenderemo di fronte a ministri 0,7 per cento, e sottosegretari senza titoli, incapaci di affrontare il dissenso che hanno creato, rifiutando qualunque confronto ed anzi dandosela a gambe mentre inveiscono con insulti contro gli insegnanti.

Si dice che le bugie hanno le gambe corte; oggi, attorno a esse, si costruiscono le fortune politiche di avventurieri senza alcun avallo popolare e chiara legittimità a governare, grazie anche ai media compiacenti e a un popolo, a volte distratto e disinformato che ritiene che la scuola riguardi gli insegnanti e non tutto il popolo. Più di 600mila persone scese in piazza, un’adesione del 90 per cento al blocco degli scrutini, manifestazioni, flash mob, sit in, scioperi della fame, occupazioni studentesche, presidi, richieste di ascolto vero si sono susseguiti senza sosta, ma il governo, con protervia, liquida tutto come “minoranza chiassosa” che difende i propri “privilegi” (che ridere!) e non vuole accettare le novità.

Chissà perché il mondo della scuola non accetta di essere di essere umiliato e diffamato da governi che hanno interesse a sopprimere il dissenso e il consolidarsi di un pensiero libero.

Con parole che suonano bene – meritocrazia, efficientismo – si vuole smantellare la scuola statale attraverso un disimpegno finanziario (legge di stabilità), l’ingresso dei privati, l’appiattimento degli organi collegiali, la figura del DS-sindaco (ovviamente non eletto), burocrazia inutile, competitività delirante a tutti i livelli, valutazione Invalsi strampalata che muterà geneticamente le buone pratiche didattiche a favore della “crocettopedagogia”, la precarizzazione lavorativa e il demansionamento, l’annullamento della libertà d’insegnamento e l’asservimento di un’intera categoria, il finanziamento-detassazione della scuola privata.

Il ddl governativo conclude un percorso iniziato con la formula dell’autonomia scolastica di Berlinguer: da sistema di istruzione ad agenzia di formazione, da comunità educante ad agenzia interinale per fornire manodopera a costo zero.

I docenti diventano addestratori sottomessi all’arbitrarietà di una commissione di valutazione che non è terza (il semplice buon senso avrebbe dovuto indicare l’uso degli ispettori ministeriali), per cui da portatori di diritti e doveri diventeranno portatori di servitù. Gli studenti saranno privati degli strumenti per reagire ed essere protagonisti consapevoli della vita sociale.

La scuola diventa un servizio on demand, come i canali satellitari: è inquietante. Non è questo che la Costituzione prescrive.

Invece di rimuovere gli ostacoli che impediscono la partecipazione attiva di ciascuno alla vita associata (art.3) modelliamo la scuola sulla discriminazione, sul determinismo ambientale (dove nasci, là resti) e sulle possibilità economiche. La novità non ci fa paura, perché, come docenti, siamo abituati a metterci in discussione ogni giorno e, con il nostro stipendiuccio (il più basso d’Europa), l’impegno serio e responsabile in mezzo a mille difficoltà, senza gratificazioni sociali e da parte dei vari governi, portiamo avanti, con ottimi risultati date le circostanze, un lavoro molto delicato, importante, difficile, reggendo da soli sulle nostre spalle un’istituzione così importante che ci affida il compito di aiutare i nostri figli a crescere.

Si sottolinea il fatto che, pur lavorando senza contratto da molti anni, nelle nostre lotte non c’è l’ombra di rivendicazioni economiche. E sì che ne avremmo motivo…

Si parla tanto di novità. Allora perché siamo un paese così arretrato in tutto? Catechisti pagati dallo Stato, mancanza di leggi contro l’omofobia, legge talebana sulla fecondazione artificiale – legge 40 -, leggi che non prevedono il reato di tortura ecc. Sulla scuola, però, tutti a gridare al rinnovamento. Quel che è nuovo non sempre lo è veramente.

Questa retorica copre la volontà di togliere diritti, di accentrare poteri nelle mani di pochissimi e smantellare lo stato sociale come ordinano i potentati internazionali: Fmi, Bce, i cui rappresentanti, da noi, sono quelli che impongono, ad esempio, le prove Invalsi: Treelle e Confindustria.

Il ddl governativo porta a compimento lo sterminio della scuola avviato anni fa e, come arma di distrazione di massa, sbandiera i quattro miliardi previsti per la scuola e l’assunzione di centomila precari (su questi provvedimenti ci sarebbe tanto da dire).

Il governo che dice di ascoltare ha messo in onda la sceneggiata della finta consultazione on line, una seria di incontri-farsa, blindati e privi di contraddittorio,ha utilizzato le forze dell’ordine per impedire la consegna al Miur delle 200 mozioni dei collegi dei docenti di tutta Italia che chiedevano la discussione della lip (legge di iniziativa popolare preparata da soggetti del mondo della scuola caratterizzata da rispetto della Costituzione e da principi psico pedagogici che hanno al centro il diritto degli alunni e mette gli insegnanti nella condizione di lavorare bene e con serenità).

E’ stata organizzata una campagna mediatica di denigrazione, per cui gli insegnanti sono stati definiti: abulici, squadristi, criminali, duri di comprendonio, sono stati spacciati degli spiccioli come grandiosi finanziamenti e investimenti di edilizia scolastica e non dimentichiamo il patetico contentino dei 500 euro per ”andare a teatro”.

Si è attaccato il sindacato, tralasciando il dettaglio che solo il 30 per cento del mondo della scuola vi è iscritto e si procede a colpi di fiducia impedendo al Parlamento di svolgere il proprio dovere, dove, però, si approva ogni cosa perché nessuno si vuol prendere la responsabilità di far cadere il governo e andare, così, a elezioni anticipate le cui conseguenze potrebbero portare qualcuno a schiodarsi dalla poltrona.

Noi dobbiamo inchinarci alle dichiarazioni del presunto giornalista e tuttologo Rondolino che dichiara, urbi et orbi,riferendosi agli insegnanti:”perché la polizia non riempie di botte questi semianalfabeti?”. Che dire? Siamo commossi per tanta delicatezza e raffinata intelligenza e ringraziamo lui e gli altri giornalisti che hanno dimostrato di capire la scuola e i suoi problemi. Con questo tipo di stampa,i nostri mediocri governanti senza spessore umano, culturale e politico potranno continuare a distruggere i principi su cui si regge la nostra democrazia e il potere economico continuerà a trionfare.

E’ inquietante anche il silenzio del presidente Mattarella, il quale da ministro dell’allora Pubblica Istruzione promulgò la legge 148/90, che introdusse i moduli nella scuola elementare, che furono, insieme ai programmi dell’85, un’autentica rivoluzione didattica e pedagogica. Una eccellenza poi smantellata dalla Gelmini, a cui il partito del premier aveva scritto e promesso di rimediare.

Il mondo della scuola ha il dovere di resistere all’onda barbarica che sta per travolgerla, in quanto organo costituzionale e l’unica in grado di compiere “ il miracolo di trasformare i sudditi in cittadini” (Calamandrei).

In Senato, il 25 giugno, si sono assunti la responsabilità di scrivere una pagina buia della nostra Repubblica, che sacrificherà intere generazioni al modello classista e padronale, riportando indietro l’orologio della storia. Il conto che la storia presenterà sarà pesantissimo.

Il cambiamento distruggerà l’uguaglianza e la pace sociale, perché quelli che avranno le scuole di serie B non dimenticheranno e la società se li ritroverà contro.

Complimenti a tutti, bellissimo risultato,degno di grandi statisti. Lo sfacelo culturale e la guerra tra le giovani generazioni future trova, in questo governo, precisi mandanti e responsabili. Perciò il mondo della democrazia continua la sua opera di sensibilizzazione e la presa di coscienza di tutta la società per invertire la marcia e procedere verso più uguaglianza, solidarietà, cooperazione, inclusione nell’istruzione.

Rossella De Paola
Comitato lip (legge di iniziativa popolare per la buona scuola della Repubblica) di Viterbo

Maria Immordino
Associazione Solidarietà Cittadina

Patrizia Morrone
Coordinamento Insegnanti Viterbo

 


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28 giugno, 2015

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