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Viterbo - Oggi l'incontro per evitare la chiusura - Ieri la protesta dei frequentatori - Posti di lavoro a rischio

Il comune scivola sul Bagnaccio

di Giuseppe Ferlicca
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Bagnaccio - Giuseppe Pagano con gli utenti che protestano

Bagnaccio – Giuseppe Pagano con gli utenti che protestano

Il Bagnaccio

Il Bagnaccio 

Luca Marcoccia, membro dell'associazione di promozione del Bagnaccio

Luca Marcoccia, membro dell’associazione di promozione del Bagnaccio 

Bagnaccio - Marcoccia, Marini e Pagano

Bagnaccio – Marcoccia, Marini e Pagano 

Bagnaccio - Pagano fuori dal pozzo

Bagnaccio – Pagano fuori dal pozzo 

Bagnaccio - Gli utenti che protestano

Bagnaccio – Gli utenti che protestano 

Viterbo – Il comune scivola sul Bagnaccio. Le piscine termali a nord di Viterbo rischiano di chiudere.

La convenzione con il comune è scaduta l’11 luglio e palazzo dei Priori ieri pomeriggio ha inviato sul posto il direttore delle miniere Pagano per chiudere i rubinetti.

Per fermare l’acqua che esce dal pozzo, ma è stato fermato da una sommossa popolare d’utenti. Stop rinviato. Il sindaco Michelini convoca tutti in comune.

Oggi alle 17.30 riunione con i proprietari del terreno e i responsabili dell’associazione. Incontro richiesto da giorni. “Stiamo chiamando da giorni sindaco, assessore e dirigente – dice Luca Marcoccia, avvocato e socio – invano. Nessuna risposta”.

Si cerca una soluzione. La convenzione è scaduta.

“Ma poteva essere rinnovata – spiega Marcoccia – nel caso in cui non ci fossero stati problemi alla falda acquifera. E infatti, una certificazione attesta che è tutto a posto”.

Pare che la regione abbia sollevato dubbi per il fatto che l’associazione chieda una quota annuale.

“Ma non c’entra nulla – continua Marcoccia – perché le ragioni per le quali vogliono chiudere il pozzo stanno tutte nella scadenza della convenzione.

Noi non obblighiamo nessuno a pagare, sono versamenti volontari, non riguardano la fruizione dell’acqua e comunque su questo fronte eventualmente potremmo vederci in altre sedi.

Non è questo il punto”.

Dal comune però la pensano diversamente. La convenzione prevedeva la totale gratuità e a quella dovevano attenersi.

Tuttavia, al momento è poco rilevante capire chi ha torto o chi ha ragione.

Se il comune ritiene di dover cambiare programmi, affidare ad altri la gestione, bandire una gara, lo può fare. Per tempo. Si chiama programmazione.

Non arrivando all’ultimo.

“Se il problema non è la falda acquifera – osserva ancora Marcoccia – perché non si rinnova la convenzione o almeno non la si proroga in attesa di prendere altre decisioni? Siamo stati noi stessi a dire, va bene. Fate un bando”.  Buonanotte. Al Bagnaccio.

“In questo posto – insiste Marcoccia – abbiamo investito 200mila euro. Ci sono tre persone che lavorano. Regolarmente segnate. Abbiamo un giardiniere. Che fine faranno?”.

Non è il solo problema. “Ci dicono che vengono a chiudere – incalza Federico Basili, uno dei proprietari del terreno – ma noi sul Bagnaccio ci siamo indebitati. Dovremo andare in banca a rinegoziare perché siamo sotto di 30mila euro, visto che ci siamo impegnati con i fornitori e senza preavviso ci fanno sapere che ci si ferma”.

Ci tiene a difendere il lavoro fatto. Fino a qualche anno fa il Bagnaccio era nel più totale degrado.

“Oggi siamo gli unici tutte le sere puliamo e svuotiamo le piscine”.

L’arrivo del direttore di miniera Pagano non è certo accolto con il tappeto rosso. I presenti sono delusi. Amareggiati.

Avrebbero voluto parlare con qualcuno dell’amministrazione comunale. Fra loro, c’è anche il padre della consigliera comunale Martina Minchella. Non esattamente sulle posizioni della figlia.

I presenti avrebbero voluto un confronto con sindaco, assessore o tecnico che ha firmato il decreto di chiusura.

Non ci sono.

“Da mesi la società sta rincorrendo il comune – dice un bagnante – c’è evidentemente una volontà politica di non ascoltare. C’è una volontà politica contro il cittadino. Perché arrivate all’ultimo giorno? Questo è molto grave”.

Pagano non è in grado di rispondere.

“Chi le ha dato l’ordine? – incalza – Chi è il politico dietro lei che le ha detto di venire qui? Ci dica nome e cognome”.

Pagano replica: è l’amministrazione. Risposta non ritenuta soddisfacente: “Non può essere generico. Dov’è il sindaco? Abbiamo un bene bello, pulito e noi come cittadini ne veniamo privati. A nome di chi viene?”.

Oggi l’incontro in comune. Qualche risposta arriverà.

Giuseppe Ferlicca


Articoli: Bagnaccio, sommossa contro la chiusura “Così ci costringono a chiudere”“Chiudere il Bagnaccio, che stronzata…”Il Bagnaccio rtimane a secco…


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15 luglio, 2015

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