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Acquapendente - Atti al presidente per fissare l'udienza preliminare

Zia anziana maltrattata, il processo torna indietro

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale 

Acquapendente – Non fa in tempo a cominciare che già torna indietro.

Il processo a M.A.S., 50enne di Acquapendente, per maltrattamenti sulla zia anziana, è retrocesso all’udienza preliminare.

La donna, per un periodo, era stata anche indagata per omicidio volontario, dopo la morte della zia ultraottantenne a Natale 2012. L’accusa fu archiviata dopo gli accertamenti del medico legale, secondo il quale l’anziana sarebbe morta per cause naturali, precisamente un arresto cardiaco dovuto, forse, a insufficienza renale.  

M. A. S., difesa dall’avvocato Luigi Mancini, resta comunque sospettata di aver maltrattato in più occasioni l’anziana zia, anziché prendersene cura. Un’accusa grave, che proprio per questo doveva passare per l’attento vaglio di un gup. Ma così non è stato, probabilmente per un errore materiale.

Quindi, ieri, alla prima udienza, il processo è tornato indietro: atti al presidente del tribunale per assegnare il caso a un nuovo gup.

A far pensare gli inquirenti che la donna fosse stata uccisa, la ferita alla testa e i lividi che aveva in tutto il corpo. L’autopsia disposta dal pm Franco Pacifici ed eseguita da Massimo Lancia escluse che la lesione sulla nuca fosse mortale. 

L’ultraottantenne era gravemente malata. Aveva avuto due tumori. Ricoverata all’ospedale di Acquapendente, era stata dimessa pochi giorni prima di Natale.

La signora avrebbe avuto evidenti problemi di deambulazione. In passato, le sarebbe capitato più volte di perdere l’equilibrio. In un’occasione, proprio a seguito di una caduta, si era rotta il bacino. Proprio per questo, l’ipotesi alternativa potrebbe essere quella di un incidente domestico.

A carico dell’indagata ci sarebbe una serie di vecchie denunce, sporte da altri nipoti della signora, tutte rimaste senza seguito.


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16 luglio, 2015

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