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Viterbo - Comune - Bilancio - Santucci: "Faremo ricorso" - Serra: "E' solo ostruzionismo" - Proposta bocciata, si va avanti con gli emendamenti

“Intervenga la prefettura”

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Gianmaria Santucci

Gianmaria Santucci 

Viterbo – (g.f.) – 16.00 – Alla ripresa dei lavori si riparte da dove i lavori si erano interrotti. Dal prefetto sì, dal prefetto no.

C’è la proposta del sindaco Michelini, una riunione di capigruppo per decidere il da farsi. Dal centrodestra insistono: c’era la loro proposta e tramite Buzzi (FdI) chiedono che si voti la proposta. Che è bocciata.

Si va avanti con gli emendamenti. Fino alle 22 di domani.


 

“Avete violato le procedure. Fermatevi, andiamo dal prefetto e troviamo una soluzione, altrimenti ci obbligate a fare ricorso”.

I tempi per approvare il bilancio sono contingentati, ma le ore passano e in modo non esattamente produttivo.

La minoranza resta fuori. Attorno alle 13.30 oggi Gianmaria Santucci (Fondazione) rientra per fare a nome di tutti i colleghi la sua proposta. Intervenga la prefettura.

“Avete violato le procedure – dice Santucci – per noi le condizioni di questo consiglio sono illegittime e non parteciperemo.

Andiamo dal prefetto e capiamo insieme come andare avanti. Ma lo deve fare il comune, ufficialmente”.

In prefettura perché da lì è partita la diffida ad approvare il bilancio entro il 31 luglio e per stare nei tempi la capigruppo, disertata dall’opposizione, ha contingentato i tempi. In modo irregolare per il centrodestra.

“Il parere della capigruppo – continua Santucci – deve risolvere il problema. Lo dice il regolamento.

Dalle 20 di ieri alle 13 di oggi, in 17 ore sono stati votati nove emendamenti, tutti vostri.

Se si prosegue a questo ritmo, io che sono l’ultimo, voto fra 45 ore, quando la scadenza posta è fra 34 ore, alle 22 del 31 luglio.

Questa è la prima contestazione. Senza contare che avete fatto una sospensione tecnica di nove ore, dalle 23.30 di ieri alle 9.30 di stamani, dove potevamo discutere emendamenti.

Avete perso tempo e con i tempi dati, ogni capigruppo potrà discutere del bilancio per tre minuti e un minuto il singolo consigliere solo se è in dissenso”.

Quindi un salto indietro: “Mi chiedo come avete fatto a convocare il consiglio il 20 agosto, quando le pratiche le avete portate il 25, 26 e anche 28 agosto. Avevamo ragione noi. La convocazione di consiglio del 20 era farlocca”.

Poi i buoni pasto: “Ci avete detto che andavano approvate le tariffe entro il 31 luglio e oltre non si poteva andare.

Mi spiegate che senso ha votare un bilancio se voi dal primo di novembre avete già detto che modificherete le tariffe? E’ possibile farlo? E’ legittimo?”.

Quindi un avviso: “Che faccio ora e non alle 22 del 31 agosto quando non c’è più tempo. Se andrete avanti farete una violazione che avrà conseguenze.

Amministrative, contabili, civili e penali. Sospendete per una ragione vera, chiediamo un incontro in prefettura e cerchiamo di arrivare a una procedura condivisa”.

Maurizio Tofani, capogruppo Oltre le mura non è molto convinto. “Andiamo dal prefetto a chiedere cosa – si domanda Tofani – se dobbiamo approvare 6.149 emendamenti ci mettiamo trent’anni.

Vanno ritirati sennò arriviamo al 2018, salvo eccezioni, sono una pratica dilatoria.

Dove ci sono proposte interessanti discutiamone, alcuni possono essere recepiti. Il problema di discutere proposte serie non c’è.

Lo facciamo. Andateci voi dal prefetto, noi continuiamo”.

Sulla stessa linea il collega Pd Francesco Serra: “C’è un atteggiamento dilatorio e ostruzionistico. E’ offensivo andare a chiedere un rinvio.

Da questa parte c’è la disponibilità a discutere gli emendamenti. Quelli che hanno un senso politico. Seimila proposti come fa a non leggerli come un tentativo ostruzionistico?”.

L’ultima parola spetta al sindaco. Michelini apre al dibattito e alla discussione.

Si sospende con quest’obiettivo. Ma non è chiaro se per andare in prefettura o per trovare un’altra via d’uscita.

Più probabile la seconda che ha detto. Sempre che un’alternativa ad arrivare a domani alle 22, quando gli emendamenti saranno tagliati, non pare esserci.

Perché se tutta la minoranza pare intenzionata a non rientrare e quindi a non proporre emendamenti, c’è il Movimento 5 stelle che invece ha deciso e lo sta facendo da ieri sera, di rimanere, presentare i propri che sono circa duemila, salvo poi, dopo averli letti, ritirarli.

Una forma di protesta che se applicata una, cinque, dieci volte è comprensibile, moltiplicata per duemila si fa difficoltà a comprenderla. Se non col fatto d’avere una bassa opinione del centrosinistra.

Quindi il concetto va ripetuto duemila volte per farlo comprendere.


 

Articoli:Bilancio, il consiglio si trasforma in un pollaio Taglio ai compensi, no grazie – Tagliola sugli emendamenti, stop alle 22 del 31 – De Dominicis (M5s): “I nostri duemila emendamenti li discuteremo tutti”


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30 agosto, 2015

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