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Viterbo - Lettera minatoria contro il nostro quotidiano e contro il giornalista Daniele Camilli con un appello ai Casamonica affinché passino alle vie di fatto

“Date una lezione a Tusciaweb, sono dei pezzi di merda”

di Carlo Galeotti
Viterbo - La lettera minatoria contro Tusciaweb e il giornalista Daniele Camilli

Viterbo – La lettera minatoria contro Tusciaweb e il giornalista Daniele Camilli

Viterbo - La lettera minatoria contro Tusciaweb e il giornalista Daniele Camilli

Viterbo – La lettera minatoria contro Tusciaweb e il giornalista Daniele Camilli – La busta

Viterbo - La lettera minatoria contro Tusciaweb e il giornalista Daniele Camilli

Viterbo – La lettera minatoria contro Tusciaweb e il giornalista Daniele Camilli

Viterbo - La lettera minatoria contro Tusciaweb e il giornalista Daniele Camilli

Viterbo – La lettera minatoria contro Tusciaweb e il giornalista Daniele Camilli – La firma cerchiata col pennarello verde

Carlo Galeotti

Carlo Galeotti

Daniele Camilli

Daniele Camilli 

Viterbo -“Siete gli unici che potete dare una lezione a Tusciaweb. Sono dei pezzi di merda. Tutti”. Come dire, evidentemente qualcuno non ci ama. Capita. Capita meno spesso che una lettera di minacce, che vorrebbe essere intimidatoria, venga fatta trovare in un posteggio del Cotral, su un marciapiede poco prima delle sei di mattina.

A trovare la lettera di minacce, la mattina del 2 settembre, un autista del Cotral, che dopo aver aperto la lettera ha fatto in modo da farla avere agli interessati. E gli interessati in questo caso sono da un lato Tusciaweb e in primis il suo direttore, e dall’altro il giornalista Daniele Camilli, che da sempre si occupa di malavita organizzata.

Per esser chiari fino in fondo una cosa va detta: le minacce fanno parte del mestiere. Niente di drammatico quindi. In qualche anno di professione le minacce di morte serie, con qualche parvenza di consistenza, che mi hanno riguardato sono state una decina. Talvolta è partita la denuncia, altre volte una semplice segnalazione alle forze dell’ordine. Niente di che. Ripeto fanno parte del mestiere. Anche Camilli qualche minaccia mi risulta l’abbia ricevuta.

Ma torniamo ai fatti.

Sulla busta, di formato grande, trovata il 2 settembre al parcheggio Cotral, è scritto col normografo in rosso “Esposito” e più sotto “Casamonica”.  Dal contenuto della busta si capisce cha si tratta di una sorta di indirizzo delle persone a cui viene rivolto una specie di appello – minaccia.

Passiamo al contenuto della busta.

Per prima cosa un foglio A4 con su scritto la stessa frase, con caratteri maiuscoli, sul fronte e sul retro. Una stranezza.

Questo il contenuto dell’appello, minaccioso e intimidatorio, a “Esposito Casamonica”: “Siete gli unici che potete dare una lezione a Tusciaweb. Sono dei pezzi di merda. Tutti.

Rompetegli il muso a quel coglione che ha osato scrivere sul funerale del vostro amico. Fareste una cosa che rende giustizia a tanti”.

Una appello – minaccia anonimo a Tusciaweb e Camilli rivolto ai Casamonica, sembrerebbe. Allegato, per dare forza all’appello, l’articolo di Daniele Camilli pubblicato da Tusciaweb dal titolo: La “commedia ridicolosa” dei Casamonica.

Col pennarello verde poi viene sottolineato il titolo dell’articolo. E la frase “E la “presa per il culo” è “un’arma”, tra le poche rimaste, fa male e colpisce duramente nel segno“.  Infine la firma “Daniele Camilli” anche questa cerchiata con il pennarello verde. Camilli sarebbe il coglione a cui rompere il muso.

Una specie di istigazione a delinquere indirizzata ai Casamonica che pure nel nostro territorio hanno una loro inquietante e pesante presenza.

Una lettera minatoria anonima, in buona sostanza, che la dice lunga sul clima che si vive in questa città. In cui bande di ragazzotti possono fare quel che vogliono, come è accaduto il 3 e 4  settembre. Fino ad attentare alla macchina di santa Rosa con un fumogeno. Che se fosse arrivato tra i facchini avrebbe provocato non si sa che cosa. Una città dove si permette di scrivere sui muri, con manifesti lunghi più di dieci metri e alti due,  insulti del tipo “Galeotti sciacallo”. O si insulta Piero Camilli patron della Viterbese, non si capisce per quale motivo. Sempre con manifesti identici a quelli firmati da alcuni gruppi di ultrà. Ma purtroppo non si riesce a individuare chi ne siano gli autori. Strano. Molto strano.

Non sarà giunto il tempo di farla finita con questa violenza e con certe indulgenze? Non sarà tempo di far vivere nella tranquillità i cittadini viterbesi? Prendendo provvedimenti seri con le poche decine di violenti di cui si conosce nome cognome e indirizzo.

Chi siano gli autori di questa ultima lettera anonima e minatoria non si sa. Anche perché uno il coraggio non se lo può dare. I vigliacchi son vigliacchi e basta. Ma una cosa è certa: le cose che stanno accadendo in questa città non sono ragazzate, come qualcuno le vorrebbe far credere. In molte delle violenze c’è la firma, basta volerla leggere.

La situazione, diciamolo, è seria. E va affrontata con la serietà del caso. Sono certo che le forze dell’ordine sarebbero in grado di porre rimedio alla questione, ma evidentemente ai piani alti di certe istituzioni c’è chi non vuole che il problema sia risolto.

Ultima cosa. Se qualcuno pensa di intimidirci, ha sbagliato indirizzo. Continueremo a fare il nostro lavoro con la consueta serenità. Lo dobbiamo a noi stessi, ma soprattutto agli oltre 50mila lettori che ogni giorno ci seguono e ci danno fiducia.

Chi manda in giro certe minacce vive una vita grama. E’ già morto e non se ne è neppure accorto. E come diceva un grande intellettuale palestinese: “Che i morti seppelliscano i morti”.

Carlo Galeotti


– Le famiglie Esposito di Viterbo e provincia: “Nulla a che fare con l’intimidazione e con i Casamonica”

Articoli di solidarietà: Miranda Perinelli: “Saremo al vostro fianco per sostenervi” – Massimo Mecarini: “Sdegno contro chi minaccia la libertà di stampa” – Ricucci (FdI): “Ondata di violenza a Viterbo, serve strategia unitaria” – Paolo Manganiello: “Sdegno per intimidazioni basse e infime” – Terrosi: “Spero che gli autori delle minacce vengano individuati” – Il rettore Ruggieri: “Tirate dritti!” – Cna: “Vile non prendersi la responsabilità delle proprie azioni” – Comitato Rinnovamento Vitorchiano: “Libertà d’informazione, un bene da difendere” – Rossetti (Confcooperative): “Il coraggio e la professionalità di chi non indietreggia” – Centro per gli studi criminologici: “I giornalisti liberi fanno paura” – Merlani (Unindustria): “Un episodio da non sottovalutare” – Profili: “Solidarietà a Daniele Camilli” – Bacocco (FI): “Ferma condanna delle minacce” – Il presidente della Regione Lazio Zingaretti: “Minacce meschine che non fermeranno il loro impegno” – Egidi (Pd): “Un atto vile”  – Bizzarri (Pd): “Non demordete e continuate il vostro lavoro”  – Mongiardo (Pd): “Sincera solidarietà a Camilli, Galeotti e alla redazione” – Arena (Forza Italia): “Misere azioni, trovare gli autori al più presto” – Panunzi: “Un fatto grave che non ferma Tusciaweb” – Il presidente del consiglio regionale del Lazio: “Piena vicinanza a Galeotti, Camilli e la redazione” – Mazzoli (Pd): “Vile intimidazione contro professionisti in prima linea” – Valentini (Pd): “Gli investigatori troveranno i colpevoli” – Stampa romana: “Vanno puniti i responsabili” – Cgil, Cisl e Uil: “Nessuno può fermare la libertà di informazione” – De Alexandris, Barelli, Rossi: “Non si può rimanere indifferenti” – De Nardo (Sel): “Non siete soli” – Il sindaco di Vignanello: “Solidarietà alla redazione” – Gruppo quartiere Santa Barbara: “Si faccia luce sulla vicenda”

9 settembre, 2015

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