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Viterbo - Comune - Caos in maggioranza - L'assessore Giacomo Barelli prova a fare da paciere - Incontro chiarificatore a tre con Rossi e Michelini

“Dobbiamo ripartire, non ci sono più scuse”

di Giuseppe Ferlicca
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Filippo Rossi e Giacomo Barelli sotto la torre del comune

Filippo Rossi e Giacomo Barelli sotto la torre del comune 

Filippo Rossi e Giacomo Barelli

Filippo Rossi e Giacomo Barelli 

Filippo Rossi e Giacomo Barelli sotto la torre del comune

Filippo Rossi e Giacomo Barelli sotto la torre del comune 

Viterbo – “Abbiamo detto molte cose, ora dobbiamo farle”.

Caos in maggioranza, l’assessore Giacomo Barelli prova a gettare acqua sul fuoco, dopo che Filippo Rossi, consigliere comunale del suo stesso gruppo (Viva Viterbo) ha minacciato di dimettersi perché l’amministrazione è immobile.

Il sindaco Michelini è stato lapidario: “Ce ne faremo una ragione”. Mentre Insogna e Moltoni (Gal) hanno lanciato un altro duro attacco alla loro ormai ex coalizione, in particolare al primo cittadino. Clima tutt’altro che sereno.

 Assessore, Rossi ha minacciato di dimettersi. Se dovesse formalizzare l’intenzione, anche lei lascia la giunta?
“Il punto non è questo. L’altro giorno ci siamo visti, io, Filippo e il sindaco. Mi pare che al di là di tutto, il clima sia quello di sempre, disteso”.

Avete parlato?
“Sì, l’analisi fatta è la stessa. Ci sono sensibilità diverse e modi diversi d’argomentare. C’è un momento d’impasse e va superato velocemente. Filippo in questo ha voluto dare, a modo suo, essere da sprone. Non ci sono più scuse”.

Che avete deciso?
“Abbiamo convenuto sul fatto di cercare lo sprint giusto per fare cose. Individuare obiettivi da portare a termine. Sono quelli classici. Per noi di Viva Viterbo, la riqualificazione dei portici a palazzo dei Priori e più in generale di piazza del Comune, comprendendo anche la torre civica e via del Ganfione”.

Michelini che ne pensa?
“Bisogna accelerare, occorre che qualcosa si cominci a vedere. E’ un’esigenza sentita da tutti, poi ognuno la esprime a modo suo. Ma c’è identità di veduto con il sindaco”.

Una delle critiche mosse da Rossi riguarda il Giubileo, occasione per Viterbo, ma il comune è in forte ritardo.
“Lo dobbiamo cogliere come occasione, al meglio. Come è avvenuto per Expo. Ma i fronti sono tanti”.

Tante idee e pochi fatti. Non rischiate di perdervi?
“Noto da parte di tutti i colleghi in giunta la voglia di ripartire. Penso ci sia la consapevolezza di come questo sia il momento della svolta”.

Le esternazioni di Filippo Rossi però hanno suscitato reazioni non proprio positive.
“Ormai ci conosciamo bene. Anche nel modo di esprimersi. Quello che una volta creava frizioni nel modo d’esprimersi di Filippo, oggi è visto nel modo corretto”.

Niente ultimatum quindi?
“Siamo usciti dall’incontro con la convinzione che non ci sono ultimatum. C’è invece l’impressione che serva un input. Ne siamo tutti coscienti”.

Input che passa anche dalla riorganizzazione della parte dirigenziale in comune?
“Tutti chiediamo che siano prese decisioni, ma assessori, sindaco, consiglieri, devono poter essere nelle condizioni di fare. I problemi vanno risolti. Alcuni obiettivi li abbiamo raggiunti, spesso con grande fatica. Non può sempre essere così. Riorganizzare vuol dire mettere l’amministrazione nelle condizioni di lavorare bene”.

Qual è lo stato di salute della maggioranza?
“Dall’approvazione del bilancio non è cambiato molto. E’ stato approvato, con scelte pure coraggiose. Lo spirito non può che essere quello di migliorare”.

In che modo?
“Portare a casa risultati. Siamo tutti sulla stessa barca. Arrivati a questo punto, non conta molto arrivare a fine legislatura. Non interessa nessuno. Conta come ci si arriva, avendo fatto qualcosa, prendendo decisioni. Arriveremo in fondo ai cinque anni. Ma non è quello che conta, vale, invece, come ci si arriva. Come diceva Pannella, se facciamo le cose, sarò l’ultimo giapponese di Michelini”.

Giuseppe Ferlicca


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26 settembre, 2015

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