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Bimba di 4 anni muore in un incidente - Processo al titolare di ditta spargisale - Ascoltati i testimoni tra cui la madre, alla guida dell'auto

La mamma di Irene: “Ho già pagato…”

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La piccola Irene Raimondo

La piccola Irene Raimondo

Vitorchiano - L'incidente in cui morì la piccola Irene Raimondo

Vitorchiano – L’incidente in cui morì la piccola Irene Raimondo

Vitorchiano - L'incidente in cui morì la piccola Irene Raimondo

Vitorchiano – L’incidente in cui morì la piccola Irene Raimondo

Vitorchiano - L'incidente in cui morì la piccola Irene Raimondo

Vitorchiano – L’incidente in cui morì la piccola Irene Raimondo

Vitorchiano – Un filo di voce per raccontare il giorno in cui ha perso la sua bambina.

Victoria Ludovico, 25 anni, è una mamma senza più lacrime. La vita, per lei, sembra essersi fermata il 13 febbraio 2013, quando la sua piccola Irene, morì a 4 anni in un incidente stradale sulla Vitorchianese (fotocronaca).

Lei e la mamma andavano all’asilo. Una curva su una discesa ghiacciata e la Renault Twingo rossa ha sbandato, per poi adagiarsi su un fianco. Victoria è rimasta ferita. Irene non ce l’ha fatta. 

Erano giorni di neve. Sulla strada si era formata una lastra di ghiaccio. Il titolare di una ditta spargisale è finito a giudizio per omicidio colposo, con l’accusa di non essere passato a gettare sale su quella strada maledetta. Se così fosse stato, forse, oggi Irene sarebbe ancora viva.

Al processo, ieri, ha parlato anche Victoria, per ripercorrere a monosillabi quella terribile giornata. “Era sereno, ma era freddo. Non mi sono resa conto di com’era la strada. Ho perso il controllo della macchina per il ghiaccio e non so cos’altro ho fatto”.

Irene era sul sedile posteriore. Senza seggiolino. Senza cintura, come anche Victoria che, per la mancanza del seggiolino, ha patteggiato una condanna a pochi mesi per violazione delle norme del codice della strada. “Ho già pagato per questo”, dice con tutta la dignità del suo dolore di madre. 

Dopo di lei parlano un infermiere del 118 fuori servizio, che assistette all’incidente, e due dipendenti del comune di Vitorchiano. Nessun dubbio sulla presenza di ghiaccio su quel tratto di strada: i testimoni confermano. Le lastre erano evidenti, si scivolava anche a piedi. Uno dei dipendenti comunali infierisce sull’imputato: “C’era così tanto ghiaccio che mi sono detto: possibile che con questa gelata non sono passati a buttare il sale?”. E aggiunge: “Non veniva gettato mai, prima della tragedia. Dopo la morte della bimba qualche volta sì, ma poi è ritornato tutto come sempre. Un giorno lo abbiamo dovuto buttare noi, trovandoci sulla strada. Per evitare che succedesse di peggio”.

Il processo continua ad aprile. 


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2 ottobre, 2015

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