Viterbo – Minacciava di far fuori moglie e figli: i poliziotti gli trovarono polvere da sparo e 265 proiettili.
Finì in arresto il primo marzo 2009 un 49enne viterbese accusato di aver dato in escandescenze in casa, spaventando moglie e figlia. A processo, risponde di resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale e alla moglie, minacce, ingiurie e detenzione abusiva di arma.
La moglie stava prendendo il caffè in casa con una conoscente quando lui, improvvisamente, durante una lite, avrebbe iniziato a gridare e lanciare minacce contro di lei e la figlia. “La ragazzina cercava di frapporsi tra il padre e la madre per evitare che le facesse del male – ha raccontato al processo quella vicina di casa, invitata a prendere il caffè e testimone -. Uscì sull’androne del palazzo a chiedere aiuto, ma nessuno rispose”.
“Ho settanta colpi, ammazzo te e i figli”, avrebbe detto alla moglie insultandola. E all’arrivo dei poliziotti, gli si sarebbe scagliato contro, tirando calci, pugni e minacciando anche loro di uccidergli i familiari. La moglie e gli agenti finirono al pronto soccorso, rispettivamente con dieci e cinque giorni di prognosi. Nei confronti del marito, la donna avrebbe ritirato la denuncia.
La testimone, al processo, ha aggiunto di sapere che l’imputato sarebbe “invalido al cento per cento e con non meglio precisati problemi di salute”. Per la difesa – avvocato Giuseppe Picchiarelli – sarebbe importante valutare se è venuta meno, nel corso del tempo, la capacità di stare in giudizio dell’uomo, oggi 56enne. Il tribunale acquisirà documentazione sul suo stato di salute. Prossima udienza a maggio. Sul filo della prescrizione.
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