--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Cambiano i giudici e si ricomincia da capo, con la certezza della prescrizione

Cev e Genio e sregolatezza: processi morti

di Holly Golightly

Condividi la notizia:

Appaltopoli in aula, il processo Genio e sregolatezza

Appaltopoli in aula, il processo Genio e sregolatezza

Aula traboccante per il processo Cev

Aula traboccante per il processo Cev 

Viterbo – Processi morti.
Cev e appaltopoli sono due cadaveri che camminano, senza andare da nessuna parte.

Ieri mattina, rinvio tecnico per entrambi. Il primo sul crack della società partecipata che prendeva lavori dal comune di Viterbo e li riaffidava a un selezionato numero di imprese. Il secondo, meglio conosciuto come “Genio e sregolatezza”: l’indagine della forestale sulle presunte manovre di due funzionari del Genio civile per spartire appalti tra l’imprenditoria viterbese.

I giudici cambiano e i processi languono: tanto il Cev quanto Genio e sregolatezza hanno dovuto fare a meno di due magistrati su tre. L’ex presidente del tribunale Maurizio Pacioni è in pensione dall’anno scorso. Eugenio Turco, nel collegio del Cev e presidente della terna giudicante di appaltopoli, è volato a Belgrado per un incarico internazionale. E infine Angela Damiani, anche lei nel collegio appaltopoli. Anche lei trasferita.

Due processi con due giudici da sostituire. E ieri, le prove generali dello ‘sfascio’: le difese hanno già anticipato che non presteranno il consenso alla lettura degli atti da parte dei nuovi magistrati. Significa che in tutti e due i casi, i testimoni torneranno in aula uno a uno per confermare le precedenti dichiarazioni e rispondere a nuove domande (se ce ne saranno).

Per “Genio e sregolatezza” c’è un po’ più di tempo: il doppio blitz dei 13 arresti della forestale nel 2012 può ancora sperare nella sentenza di primo grado. Ma solo in quella: il termine massimo scade nel 2018. Un po’ poco, considerando un intero processo da far ripartire, appello e Cassazione. La prescrizione farà senz’altro prima. Per il Cev è già arrivata, sforbiciando un impianto accusatorio che, dai 37 capi di imputazione iniziali, è rimasto con 7. Resta l’accusa di associazione a delinquere e poco altro. Ma se la contestazione è fino alle dimissioni di Gabbianelli da sindaco di Viterbo, nel 2008, gli otto anni e nove mesi per considerare il processo finito sono quasi già arrivati per tutti, tranne che per lo stesso Gabbianelli, l’unico che ha rinunciato alla prescrizione.

Due casi – tra tanti – che confermano una triste realtà: a Viterbo i processi per reati contro la pubblica amministrazione si arenano miseramente. Tutti.  
I primi due anni per le indagini. Poi, tempi biblici per fissare l’udienza preliminare e per svolgerla. Le notifiche che non arrivano a destinazione. E tutte le naturali carenze di un palazzo di giustizia piccolo, con pochi giudici e tutti incompatibili quando si tratta di prendere in mano un fascicolo con più di cinque imputati. Appaltopoli ne sa qualcosa: tra due magistrati incompatibili, un astenuto e uno che adesso è in Cassazione, ci è voluto un anno e mezzo per incardinare un processo che ora ricomincia da capo, dopo il trasferimento di altri due giudici.

Quand’è così, il serbatoio cui attingere è sempre il disastrato settore civile, dove le udienze rimbalzano già da un anno all’altro in condizioni normali, figurarsi con i magistrati da prestare al penale… Toppa più grossa del buco. E un paradosso tanto ricorrente quanto inevitabile: a Viterbo i più importanti (se non altro per mole) processi penali li decidono giudici civilisti. Così è per il maxiprocesso Asl. Così sarà per appaltopoli e Cev. Nell’uno, il nuovo presidente è Maria Luparelli, giudice civile, affiancata da Silvia Bartollini e Giacomo Autizi. Nell’altro, a guidare il collegio sarà Federico Bonato, anche lui giudice civile, con a fianco di nuovo Autizi e Filippo Nisi. Collegi già pronti sulla carta, ma attivi solo dalle prossime udienze di fine febbraio e maggio: a rinviare il processo, ieri, un collegio sostitutivo presieduto da Silvia Mattei, che ha chiesto collaborazione agli avvocati sui calendari delle prossime udienze e non ha nascosto la realtà: “La situazione è veramente problematica”.

Holly Golightly


Condividi la notizia:
17 febbraio, 2016

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR