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Graffignano - Terrore ieri in località Porcerro per una tentata rapina con sparatoria in una villa in campagna - Feriti i due custodi - Indagano i Ros

Uno legato col fil di ferro e l’altro ferito all’addome

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Graffignano - La villa della rapina

Graffignano – La villa della rapina

Graffignano - La villa della rapina

Graffignano – La villa della rapina

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Graffignano - I Ros nella villa della rapina e uno dei custodiGraffignano - I Ros nella villa della rapina e uno dei custodi

Graffignano – I Ros nella villa della rapina e uno dei custodi

Graffignano - La villa della rapina

Graffignano – La villa della rapina

Graffignano - L'area vicino alla  villa della rapina

Graffignano – L’area vicino alla villa della rapina

Graffignano - I Ros nella villa della rapina

Graffignano – I Ros nella villa della rapina

Graffignano – Violenti. Spietati. Feroci.

Così hanno agito i due malviventi che ieri a Graffignano hanno seminato attimi di terrore per una tentata rapina con sparatoria in una villa isolata di campagna (video – fotocronacaslide).

Armati e col volto coperto hanno provato a rubare nella villa del generale in pensione di cavalleria Carlo Alfonso Giannatiempo in località Porcerro a Graffignano.

Senza scrupoli hanno aggredito i due custodi.

Uno lo hanno aggredito appena sceso dalla macchina, mentre rientrava. Lo hanno immobilizzato, legandogli i piedi con un fil di ferro. Perché non potesse reagire.

All’altro, gli hanno sparato nell’addome. La pallottola gli ha attraversato il corpo per poi finire nel polso. Frantumandogli le ossa.

Hanno colpito indisturbati. In mezzo alla campagna isolata, approfittando della pioggia e del buio per non farsi riconoscere. Avevano i volti coperti, forse da una sciarpa o dal cappuccio della felpa. Per tutto il tempo, sono rimasti in silenzio. Dalle loro bocche nemmeno una parola o un lamento che lasciasse trasparire il loro accento.

In paese, erano da poco passate le 20 quando si sono sentiti esplodere due colpi. Ci è voluto un secondo per rompere la tranquillità di una serata di marzo nel piccolo centro della Tuscia.

Nel panico generale, sono iniziate a circolare le ipotesi di cosa potesse essere accaduto. Solo poche ore più tardi, però, è stato possibile capire. Capire che era stata sventata una violenta rapina nella villa isolata di un generale in pensione, che ieri era fuori, con due persone gravemente ferite all’ospedale.

Tutto si è consumato nel giro di pochi istanti. Il cancello monumentale della villa era aperto e questo ha permesso ai malviventi di nascondersi all’interno dell’enorme giardino che circonda la casa. Ogni mossa è stata studiata nel dettaglio. Probabilmente conoscevano le abitudini di chi ci abitava.

Hanno atteso l’arrivo di uno dei custodi, un italiano di 73 anni, che è sceso dalla macchina. In due gli sono saltati addosso, immobilizzandolo. Gli hanno legato i piedi con un fil di ferro.

Ed è in quel momento che, dalla casa, è uscito l’altro custode, un rumeno 43enne. I rumori lo hanno insospettito e, appena fuori casa, si è imbattuto nei due rapinatori. Uno gli ha sparato per due volte: il primo colpo è andato a vuoto, l’altro lo ha colpito all’addome. La pallottola ha attraversato il corpo per poi finire nel polso, frantumandogli le ossa.

Il 43enne, nonostante il sangue e le ferite, è riuscito a trascinarsi in casa per chiamare i soccorsi.

Sul posto sono arrivati i carabinieri che, da ieri sera, stanno indagando per raccogliere elementi utili all’identificazione dei due malviventi che, forse spaventati dopo la sparatoria, sono scappati a piedi. Probabilmente per raggiungere una macchina che li attendeva da qualche parte in campagna. Non sono nemmeno entrati in casa e se ne sono andati a bocca asciutta.

A disposizione dei militari solo una descrizione fisica dei due ladri.

I due custodi sono stati portati a Belcolle. Il più grave, il 43enne rumeno, è ricoverato con trenta giorni di prognosi. Non è comunque in pericolo di vita.

Ora sul posto sono anche arrivati i carabinieri del Ros, raggruppamento operativo speciale, che in borghese, stanno raccogliendo indizi nella villa. Questa mattina, nella piccola comunità di Graffignano, è tanto lo sgomento. Facce sconvolte e silenzi tra i cittadini per quella che poteva rivelarsi una tragedia ancora più pesante.


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11 marzo, 2016

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