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Tarquinia - Stroncato a 18 anni - Il ricordo del sindaco Mazzola e degli amici di Edoardo - La città sconvolta per la perdita

“E’ morto un bravo ragazzo”

Edoardo Costa

Edoardo Costa

Edoardo Costa

Edoardo Costa

Edoardo Costa

Edoardo Costa

Tarquinia – (s.m.) – L’ultima partita al Fantacalcio con gli amici, lunedì sera: “Regà, io vado a dormire”. Nessuno immaginava che Edoardo Costa, diciott’anni compiuti a ottobre, si sarebbe svegliato solo per il tempo di una corsa in ospedale che, purtroppo, non lo ha salvato. I medici hanno fatto di tutto per rianimarlo, ma Edoardo è morto ieri mattina, tra lo strazio dei suoi familiari e dei tanti che gli volevano bene.

Cause naturali, secondo i sanitari. Quali cause, di preciso, lo dirà solo l’autopsia, già disposta dal pm di turno. 

L’unico problema di salute che Edoardo avesse mai avuto era una piccola patologia al cuore che lo obbligava a visite periodiche. Controlli annuali al Bambin Gesù e qualche attenzione in più a una vita sana e tranquilla. Per precauzione, niente fumo. Niente alcol. Ne approfittava per fare da autista agli amici quando andavano a ballare. Chi meglio di lui? Sempre sobrio e impeccabile, una vera garanzia. Nel suo gruppo lo chiamavano “dandi”.

Quella piccola patologia non gli impediva di svolgere a pieno la sua vita di adolescente. Nessuno pensava a un addio. Nessuno era pronto. 

Adesso, su Facebook, spezza il cuore il rituale dei messaggi degli amici. Quelli che condividevano la vita con quel ragazzo che era un esempio per tutti i coetanei. Faceva a meno di tanti vizi ma si divertiva lo stesso.

Edoardo era la prova vivente che non serve esagerare per ridere, farsi accettare, trascorrere momenti indimenticabili con la propria comitiva. Semplicità e testa sulle spalle possono bastare.

Forse aveva anche la marcia in più di una positività che niente poteva scalfire. E, poi, la stupenda leggerezza dei suoi diciott’anni. Quella consigliata da Italo Calvino: non superficialità, ma “planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.

“Una perla rara”, scrivono di lui su Facebook, e “un giocatore meraviglioso” a calcio. La sua passione.

Il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola lo conosceva personalmente: “E’ morto un bravo ragazzo. Un ottimo ragazzo: educato e preciso. In pochi crescono così”. Nella cittadina marittima tutti conoscono la sua famiglia: i genitori hanno un bar in centro. Non vivono più insieme da tempo, ma erano riusciti a mantenere un’armonia che non aveva mai fatto pesare quella separazione a Edoardo. “Era seguito sempre da entrambi – continua il sindaco -. E’ una famiglia stimata, a Tarquinia. Gente che lavora con il benessere del proprio figlio come unico scopo. Il dispiacere è mio e di tutta la città”.

Di Edoardo resta tutto quello che è stato per chi gli voleva bene. L’amore per il calcio e per il Milan. La fedeltà agli amici, per i quali si faceva in quattro. E quel suo cuore, infinitamente grande. 

27 aprile, 2016

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