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Viterbo - Polizia Squadra mobile - 42enne arrestato per stalking - Mesi fa era già stato allontanato dalla donna per atti persecutori

Pedinava la ex e minacciava la figlia

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Fabio Zampaglione

Fabio Zampaglione

La questura di Viterbo

La questura di Viterbo

Viterbo – Perseguita e minaccia la ex convivente, arrestato.

Il fatto si è verificato nei giorni scorsi quando gli uomini della squadra mobile, coordinati da Fabio Zampaglione, hanno notificato la misura cautelare in carcere a un 42enne per atti persecutori-stalking.

In particolare, l’emissione del provvedimento restrittivo nasce da una complessa attività di indagine posta in essere dalle sezione specializzata della mobile nei confronti del 42enne e iniziata nei primi mesi dell’anno.

L’uomo, infatti, già nell’ottobre del 2015, era stato denunciato, oltre che per comportamenti analoghi commessi nei confronti della ex convivente, anche per lesioni gravi, a seguito dei quali gli era stato applicato il divieto di avvicinamento.

Dal momento che continuava nell’attività vessatoria, a novembre, era stato sottoposto alla misura cautelare in carcere sostituita a dicembre dagli arresti domiciliari.

Ma, nonostante questo provvedimento e una limitata autorizzazione a uscire di casa, se non per andare al lavoro, dall’attività investigativa è emerso che l’uomo continuava, con condotte vessatorie, a perseguitare la donna.

In particolare, come accertato dalla polizia, parlando con la figlia minore, le avrebbe detto di riferire alla madre che “la cosa non sarebbe finita mai” e che “era solo questione di tempo, il tempo che io scappo di casa” aggiungendo “buona fortuna”.

L’uomo, nel chiamare la bambina, usava telefonini anonimi, martellandola di continuo per sapere cosa facesse la madre e chi frequentasse, minacciandola di non farle più seguire il corso di musica, se non glielo avesse riferito.

La donna, per più di un’occasione, si è accorta di essere seguita da un’auto con a bordo l’ex convivente che si avvicinava fino quasi a tamponarla.

Tale comportamento ha generato nelle due vittime un grave stato d’ansia, paura e timore per la loro incolumità, da costringerle a cambiare le proprie abitudini di vita.

Dall’attività tecnica realizzata dalla polizia è emerso, quindi, in modo certo e inequivocabile, che l’uomo aveva più volte violato le prescrizioni restrittive alle quali era sottoposto.

Tutte le risultanze investigative sono state, quindi, documentate da parte dei poliziotti in una dettagliata informativa di reato, sulla base della quale l’autorità giudiziaria ha emesso il provvedimento restrittivo.

L’uomo è stato portato negli uffici della questura per le formalità di rito e poi trasferito al carcere di Viterbo.


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16 maggio, 2016

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