Orvieto – Riceviamo e pubblichiamo – Al comune di Orvieto il giorno 28 era previsto un incontro dei capigruppo con la fondazione Cassa di risparmio di Orvieto.
I rappresentanti del comune e i sindaci del territorio presenti volevano fare il punto sullo stato dei rapporti con la Banca popolare di Bari, sulla ventilata vendita delle azioni della Cassa di risparmio di Orvieto di proprietà della fondazione e sulla problematica della vendita delle azioni della Banca Popolare di Bari ai cittadini del territorio (avevamo affidato ai capigruppo le domande sotto riportate alle quali da tempo stiamo cercando risposta).
La riunione dei capigruppo per legge è pubblica e ci siamo organizzati per ascoltare quanto si sarebbe detto.
Dopo aver atteso un’ora, alle 19 il sindaco del comune di Orvieto informava con evidente imbarazzo i presenti che il presidente della fondazione aveva comunicato che contrariamente a quanto assicurato, anche in posta certificata, non avrebbe partecipato alla riunione. Imbarazzo che traspare anche nel comunicato emesso dal comune.
Abbiamo incontrato e salutato il presidente della fondazione sulla porta del comune, parlato con alcuni membri del suo comitato di indirizzo, siamo pertanto portati a pensare che lo abbiamo impensierito anche come semplici uditori.
Vogliamo garantirgli che siamo convinti che la fondazione debba avere un ruolo nel garantire la territorialità della banca e che la sua forte e qualificata presenza abbia un ruolo importante per il territorio, ma questo se non ci si nega nei momenti difficili.
Gli rinnoviamo le domande che avevamo affidato ai rappresentanti comunali con la speranza di ottenere una risposta e non doverla cercare presso le società finanziare milanesi:
– in che modo la fondazione con il suo 26,53 per cento esercita il suo ruolo di azionista di minoranza?
– come lo esercita per raggiungere la sua missione di ottenere lo sviluppo socioeconomico del territorio?
– come si giustifica il dimezzamento del valore della banca nel esercizio 2015 e quali impatti avrà?
– quale è il rapporto tra la raccolta e gli impieghi sul territorio (dato fondamentale per capire se si può ancora parlare di banca di territorio)?
– quale valutazione ha fatto la fondazione quando CrO ha deciso, come intermediario, di vendere in modo diffuso alla clientela retail le azioni BpB?
– ha fatto valutazioni di bilancio e di rischi?
– quali verifiche ha fatto sulle modalità di vendita per verificarne la correttezza ed evitare i rischi che potrebbero derivare da comportamenti non corretti?
– perché mentre si consigliava di tenere o comprare le azioni la fondazione le ha vendute realizzando plusvalenza e non perdita come i clienti risparmiatori?
La trasparenza è un valore per tutti e un obbligo quando si assumono incarichi che sono importanti per il territorio. Rinnoviamo l’invito per l’incontro importantissimo che si terrà il 5 luglio con inizio alle 17,30 alla sala del governatore (sopra libreria dei Sette) a Orvieto.
Con l’occasione verranno presentate anche le iniziative che l’associazione e i risparmiatori porteranno portare avanti a tutela dei propri interessi.
Associazione Praesidium – Comitato risparmiatori CrO-BpB
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY