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Santa Marinella - Fidanzati travolti sull'Aurelia - Interrogatorio in carcere per il giardiniere fermato: pensava di aver investito un animale

Il pirata della strada ha confessato e chiede scusa

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Alessandra Grande

Alessandra Grande

Matteo Carta

Matteo Carta

Il mortale sull'Aurelia

Santa Marinella – Il mortale sull’Aurelia

Il mortale sull'Aurelia

Santa Marinella – Il mortale sull’Aurelia

Il mortale sull'Aurelia

Santa Marinella – Il mortale sull’Aurelia

Santa Marinella – Ha confessato l’uomo arrestato per omicidio stradale, dopo aver travolto due fidanzati ventenni sull’Aurelia.

Si tratta di M.P., 52 anni, giardiniere di Santa Severa incensurato.

C’era lui, nelle prime ore di martedì mattina, alla guida del Suv noleggiato a Viterbo che ha travolto e ucciso Alessandra Grandi e Matteo Carta, 23 e 25 anni, in sella a un motorino al chilometro 53 dell’Aurelia, tra Santa Marinella e Santa Severa (Schianto suv-moto – Le due giovani vittime).

L’uomo, interrogato nel pomeriggio dal gip Petti di Civitavecchia, ha ammesso di aver realizzato l’impatto. Impossibile non accorgersene: la sua auto avrebbe cappottato più volte dopo lo scontro con il motorino dei due ragazzi. Ma M.P. pensava a un animale che gli aveva attraversato la strada. Non avrebbe visto né il ciclomotore, né i due giovani, uccisi sul colpo da quell’urto violentissimo. All’udienza di convalida davanti al gip, il giardiniere ha chiesto scusa e ammesso le sue responsabilità. Un interrogatorio lungo, andato avanti per almeno un’ora, al termine del quale il gip ha convalidato l’arresto.

Il suo avvocato Annalisa Di Gennaro ha chiesto la revoca o almeno l’alleggerimento della misura cautelare. Il giudice si è riservato in attesa del parere del pm. 

M.P. risponde di omicidio stradale aggravato perché plurimo, ma anche perché il giardiniere non si è fermato a soccorrere i ragazzi. Quando ha ricevuto la visita dei carabinieri a casa, all’alba di martedì, il giardiniere aveva negato di essere alla guida dell’auto, ipotizzando anche un furto del mezzo, parcheggiata sotto casa con le chiavi sul cruscotto.

Oltre a una sonora condanna penale, M.P. rischia di non potersi più mettere alla guida per trent’anni. 

A giorni, la decisione del gip sulla misura cautelare.


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29 giugno, 2016

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