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Soriano nel Cimino - Quattro rinvii a giudizio per estorsione - Tutti prosciolti per sfruttamento della prostituzione

Ripreso mentre fa sesso e ricattato, due condanne a 4 anni

di Stefania Moretti

Viterbo - Tribunale

Il tribunale di Viterbo

Soriano nel Cimino – Ricattato con un video hard. Lo ripresero durante un rapporto sessuale, minacciando di diffondere il filmato. Il loro silenzio costava 15mila euro.

Da 6 diventano 4 gli imputati per un’estorsione sessuale a Soriano nel Cimino, nel 2009. Ieri, il gup del tribunale di Viterbo Francesco Rigato ha inflitto due pesanti condanne: 4 anni di reclusione a un 34enne e a una 32enne, entrambi romeni come gli altri quattro finiti nei guai dopo le minacce a un commerciante.

Difesi dall’avvocato Giovanni Arona, i due trentenni condannati a 4 anni sono stati gli unici a chiedere di essere giudicati con rito abbreviato. Per il resto della banda, rinviata a giudizio, il processo si aprirà ad aprile solo per estorsione. Dall’altra accusa di sfruttamento della prostituzione, il gup ha prosciolto tutti, ritenendola insussistente come chiedevano gli avvocati Fabrizio Ballarini, Franco Taurchini e Luigi Mancini.

E’ l’estate 2009 quando il commerciante sporge denuncia in caserma. Esasperato, racconta tutto ai carabinieri: dall’avventura con la ragazza al filmino a sua insaputa, utilizzato dalla combriccola per ricattarlo. Vogliono 15mila euro, altrimenti porteranno le immagini ai giornali e a sua moglie. Non otterranno mai quella somma, ma a forza di promesse di volantini sparsi ovunque, riescono a farsi regalare dal commerciante una Mercedes Classe A.

Un paio di indagati hanno alle spalle condanne importanti, anche se non definitive. Su Octavian Nicolae Ilie, 33enne, pendono 6 anni e mezzo di reclusione per aver fatto da “procacciatore di clienti” alle baby prostitute segregate nelle ‘case dell’amore’ tra San Pellegrino e il ‘Palazzaccio’ di via Cattaneo. Processato davanti alla Corte d’Assise di Viterbo, Ilie fu condannato a otto anni in primo grado, ridotti a 6 e mezzo in appello. Il 33enne era tra gli imputati del primo dei due processi sulla vicenda delle baby squillo. Alla sbarra finì il gruppo di aguzzini che comprarono le due ragazzine per campare di rendita con la loro prostituzione. 

L’altro rinviato a giudizio già noto al tribunale di Viterbo è Damian Constantin Stelian, autotrasportatore di 43 anni, condannato in primo grado a 12 anni per tratta di esseri umani. La vicenda è sempre quella delle baby prostitute, ma per Stelian, imputato al secondo processo, l’accusa era di aver venduto le ragazze per 1000 euro ciascuna al gruppo di albanesi: i primi a finire a giudizio e gli stessi che portarono le due amiche a Viterbo nel 2005 con la scusa del lavoro in pizzeria. Stelian, padre di tre figli, si è sempre dichiarato innocente. Ora aspetta l’appello.

Stefania Moretti

24 giugno, 2016

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