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Viterbo - Impianti al gestore idrico - Lo ha deciso il Tar

Talete, respinto il ricorso dei comuni contro Regione e Provincia

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L'assemblea Talete

L’assemblea Talete

Viterbo – (s.m.) – Talete, al Tar la spuntano Regione e Provincia.

Il tribunale amministrativo regionale, sezione prima ter, ha respinto il ricorso di 18 comuni del Viterbese sulla cessione degli impianti idrici comunali a Talete Spa.

La Regione lo aveva imposto con una delibera impugnata davanti al Tar. Si opponevano i comuni di Montalto di Castro, Tuscania, San Lorenzo Nuovo, Bassano in Teverina, Sutri, Orte, Vitorchiano, Vasanello, Bassano Romano, Cellere, Fabrica di Roma, Gradoli, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Monteromano, Villa San Giovanni in Tuscia, Latera e Gallese. In pratica, rifiutavano tutti di cedere a Talete le infrastrutture di proprietà comunale per la gestione del servizio idrico. Servizio che, come si legge sulla sentenza del Tar pubblicata il 15 luglio, è stato svolto finora in via autonoma dai comuni ricorrenti, nonostante la convenzione di cooperazione con Talete risalente al 1999.

Proprio quella convenzione ha valore per i giudici del Tar. Nessun comune ha mai accorpato il servizio idrico integrato a Talete, ma la convenzione del ’99, per i giudici amministrativi, è estremamente significativa. Da quella convenzione, infatti, nasce l’autorità d’ambito Ato 1 Lazio Nord-Viterbo, con una mission messa a chiare lettere dalla sentenza del Tar: “garantire la gestione unitaria all’interno dell’ambito del servizio idrico integrato”.

Infondate, per i giudici, anche le perplessità avanzate dai comuni sulla solidità del bilancio di Talete. Per il collegio del Tar, con un patrimonio netto di 475mila euro e un margine operativo lordo di quasi 4,5 milioni di euro, “non ricorre un imminente rischio di fallimento o di liquidazione di Talete SpA legato ai risultati economici conseguiti”. 


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17 luglio, 2016

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