Roma – Lo aveva chiesto lui stesso, e ora è arrivato l’ok.
Eduard Oprea, il 40enne romeno fermato sulla Roma-Viterbo con l’accusa di aver stuprato una turista australiana a colle Oppio, sarà sottoposto al test del Dna. Da giovedì l’uomo è nel carcere di Regina Coeli, dopo la violenza sessuale della notte tra il 2 e il 3 ottobre.
Interrogato dal gip Giulia Proto in sede di convalida del fermo, l’indagato si è dichiarato estraneo allo stupro chiedendo l’esame del Dna. Ad aggredire l’australiana, secondo il racconto del 40enne, sarebbero stati due arabi.
Il presunto stupratore è accusato di violenza sessuale e rapina, ed era stato già arrestato nel febbraio 2015 con l’accusa di tentato omicidio e sfruttamento della prostituzione.
La vittima dello stupro, una ricercatrice australiana di 49 anni in vacanza studio in Europa, sarà ascoltata in incidente probatorio davanti al gip su richiesta della pm titolare del fascicolo, Claudia Alberti.
La 49enne ha raccontato alla polizia di aver incontrato il suo aguzzino in un locale nei pressi della stazione Termini. L’uomo l’avrebbe poi accompagnata, con un pretesto, a Colle Oppio, dove l’avrebbe colpita con un pugno al volto, violentata e rapinata.
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