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Acquapendente - Tribunale - Ex fidanzato a processo per stalking - In aula la testimonianza della donna

“Telefonate e pedinamenti a tutte le ore, mi ha terrorizzata”

Acquapendente

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Acquapendente – Era arrivato a chiamarla più di dieci volte al giorno e ad appostarsi fuori al suo negozio.

Cinque anni fa lei lo aveva denunciato per stalking, esasperata dalle continue telefonate e dai pedinamenti dell’ex. Ma prima di sporgere denuncia aveva aspettato tre anni. Tanti. Ma la speranza era che lui, prima o poi, si sarebbe rassegnato. Invece ha continuato a chiamarla e ad appostarsi fuori al suo negozio.

Per stalking è finito a processo un pizzaiolo di Acquapendente, trascinato in tribunale dall’ex fidanzata. Lei, costituita parte civile insieme all’associazione antiviolenza Erinna, ieri ha testimoniato in aula.

“Dal 2008 mi sono arrivate una serie di telefonate sul cellulare – racconta la donna al giudice Rita Cialoni -. Il telefono squillava in continuazione. Cinque, sei, dieci volte in un giorno. Di mattina e di notte, in qualsiasi momento. All’inizio credevo fosse uno scherzo, che sarebbero finite, ma quando sono diventate una tortura mi sono rivolta ai carabinieri. Era il mio ex con il quale avevo avuto una relazione di dieci mesi nel 2008”.

Continue telefonate, ma non solo. La donna vede comparire l’uomo anche davanti al suo negozio. “Passava continuamente con la macchina – spiega la donna -. Rallentava, si fermava e mi guardava con aria minacciosa. Una mattina, sempre in auto, mi ha anche pedinata per il paese. Mi ha distrutto la vita. Avevo paura di raccontare, ma non volevo restare sola. Non andavo più a fare la spesa, ero terrorizzata anche all’idea di lasciare soli mio figlio e la babysitter. Quando non c’era nessuno in negozio chiudevo, per paura che potesse piombare all’improvviso”.

Ieri, in aula, anche la testimonianza di un amico della donna, costretto ad andare a dormire tutte le notti da lei per non lasciarla sola. A inizio 2017 la prossima udienza.

18 ottobre, 2016

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